Il Vento

Sei sempre bello. O almeno, così io ti vedevo. Lo so perchè a volte ti guardo. Scarmigliato, e con una massa di capelli che non si addice ai tuoi anni. Pazzo come sempre, come io ti amavo-odiavo.
Con la stessa ambizione che divora, la smania di essere e di apparire qualcuno. Poco importa che tu fossi qualcuno, e tutto per me. Non si può fermare il Vento. Non darà mai quello che prende.

Lunabionda

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Sull’orlo della mia malinconia

Invano tenderò verso di te le braccia

maga di mistero, mia Circe sparirai

Dove te ne andrai tesoro mio

a Parigi in Svizzera

oppure sull’orlo della mia malinconia

questo mediterraneo flusso che mai, mai si dimentica.

Apollinaire

Sirena

Di notte,

amato,

allaccia il tuo corpo al mio

così che io sappia appena il sole

mi taglia con la sua lama lucente

che è stato solo il sogno del nero

a richiamarti a me,

così che io sappia che il mio verso

non tramuta la rosa nella sua spina,

così che quando tutti i vuoti d’amore

saranno pieni soltanto del mio corpo

tu mi riconosca sempre,

da quel dolce dolore di sirena

disperso nel mio, nel tuo silenzio.

Lunabionda

 

 

 

Nell’ora dell’insonnia

La mente vola

nell’ora dell’insonnia

che si sfibra

di mancanze e di fantasmi.

Mi volto sul fianco

la mia schiena tocca ancora

il tuo ventre caldo, accogliente

il tepore del tuo fiato mi sussurra in viso

l’oscena dolcezza

di un mondo che sta per crollare.

Ripeto sottovoce il tuo nome con lentezza

così come facevi con il mio

si crepano le mani cercando carezze sul tuo viso

– sarei impazzito di tenerezza alla sola vista del tuo caro viso esangue, Lolita mia –

ma il tuo corpo resta introvabile.

Lunabionda

 

 

 

 

Di poesia si muore

E non so

quanta nostalgia da vivere

quante insensate cuciture razionali di ferita

e quanto crepacuore ancora,

e quella luce dei tuoi occhi

i tuoi neri vestiti

dispersi fra i ricordi a dirmi

che ti amerei ancora

e che di poesia si muore.

Lunabionda

 

versi in corsivo di Sylvia Pallaracci

 

 

Carnale

Carnale è la notte,

la luna è tonda e rossa

odore di mare e d’incenso a profusione

la pelle arroventata sopra il letto

 l’osceno e il sacro

di mai scordate lenzuola.

Carnale io,

impunemente nuda e cruda

la sigaretta in bocca

e occhi socchiusi

a immaginare

quanto possa estendersi

un lembo di pelle all’infinito

tra le dita.

Dovresti turarti le orecchie

e incatenarti intero

per non sentire il fiato del mio canto.

Lunabionda 

Dove nascono già recisi tutti i fiori

 

Ti ho cercato

nei luoghi da non nominare

dove nascono già recisi tutti i fiori

per sorridere a un’alba d’arancio

e poi marcire.

Mi sono inginocchiata

a raccogliere

l’elemosina del tuo dis-amore

e ho camminato scalza

su bracieri mai spenti

mi sono bruciata i piedi

per cadere in un pozzo

profondo di luce

e ho danzato nuda

vestita solo di un ricordo

di vertigine

che mi mantiene ancora

aggrappata ad un bicchiere

succhiando il fondo

di un’ossessione

che incalza

e non disseta.

Lunabionda

 

Quello che ho dentro

Mio Lou mio cuore mia adorata
Darei dieci anni e più
Per i tuoi capelli d’oro
Per i tuoi sguardi vaghi
Per il tuo caro vello ambrato

Nella camera di voluttà
Ove ti farò visita a Nìmes
Mentre prenderemo il the
In quelle poche ore d’intimità
Come m’abbellirà la tua bellezza

Leggeremo sullo stesso letto
Nel libro del tuo stesso corpo
– È un libro che si legge a letto –
Leggeremo la poesia meravigliosa
Delle grazie del tuo splendido corpo
Passeremo dolci domeniche
Più dolci di quanto lo sia il cioccolato
Giocando tutti e due al gioco delle anche
A sera sarò a pezzi
Tu sarai pallida con le labbra bianche

Un mese dopo tu partirai
Scenderà la notte sulla terra
Invano tenderò verso di te le braccia
Maga di mistero
Mia Circe sparirai

Dove te ne andrai tesoro mio
A Parigi in Svizzera oppure
Sull’orlo della mia malinconia
Questo mediterraneo flusso
Che mai mai si dimentica
Guillaume Apollinaire, da Réverie sur ta venue