Quel che rimane

La mia testa avvolta nel caldo

del tuo fianco

come una bimba sperduta,

perchè non si perdesse non un’ombra

del tuo fiato divino,

mortifero

come il marchio dei denti,

e non un sussurro tenuto stretto fra le labbra:

Anche così sarei impazzito di tenerezza alla sola vista del tuo caro viso esangue,

Lolita mia.

E’ buia la notte che passa senza tutta quella pelle tra le dita,

un fiato in cui infilarcisi dentro.

 

Lunabionda

Annunci

Silenziu d’amuri, ca camini intr’a li vini

Silenziu d’amuri ca camini intr’a li vini
Nun è pussibili staccarimi di tia.

Silenziu d’amuri ca camini intr’a li vini
Nun è pussibili staccarimi di tia.

Nun chiangiti, no, albiri d’olivi,
Amuri e beni vengunu di luntanu,
Dilizia amata mia, sciatu di l’alma mia,
Dammi lu cori ca ti dugnu la vita.

Vacanti senza culuri tengu lu senzu
Quanno na mamma si scorda a so’ figghiu,
Tannu mi scordu d’amari a tia
Ti vogghiu beni…

 

Potessero le mie mani sfogliare la Luna

Pronuncio il tuo nome
nelle notti scure,
quando sorgono gli astri
per bere dalla luna
e dormono le frasche
delle macchie occulte.
E mi sento vuoto
di musica e passione.
Orologio pazzo che suona
antiche ore morte.

Pronunzio il tuo nome
in questa notte scura,
e il tuo nome risuona
più lontano che mai.
Più lontano di tutte le stelle
e più dolente della dolce pioggia.

T’amerò come allora
qualche volta? Che colpa
ha mai questo mio cuore?
Se la nebbia svanisce,
quale nuova passione mi attende?
Sarà tranquilla e pura?
Potessero le mie mani
sfogliare la luna!

F. Garcia Lorca

Libro segreto

A colui che sempre manca

 

Ecco che ricomincio a desiderarti, ma per eluderti.

Mi convieni perchè nessun’altra forma è fatta, come la tua, per le mie finzioni.

Se mi torni, tornami di là da me come quando ti drizzi sulle reni e poni contro la mia maschera il tuo viso raggiante di Musa, o il tuo viso mortifero di Medusa.

D’Annunzio, Libro segreto

Il fuoco ha i denti

Stanotte lei, Corè, mi attende. Sono in gondola. Attraverso il canale. Mi avvicino al palazzo. L’odore verde della bassa marea.

Vedo qualcosa di bianco, di lunare. Lei è là, con i suoi denti scintillanti tra le labbra dure.

L’apro, la distendo, la trovo, inginocchiato davanti a lei. Trovo, tra la stoffa sontuosa e metallica, un’altra bocca oscura. E’ calda, quasi bruciante. “Tutta tua”. Il mio cuore si ferma. Il mondo svanisce.

Là dove il mio bacio si è nutrito, il marchio quasi nero delle mie labbra, tu non puoi più cancellarlo.

D’Annunzio, da La figure de cire, Libro segreto

Ma non ancora

Noi un giorno ci rincontreremo, forse, αγάπη μου.

Ma non ancora… non ancora… non ancora.


Nuoterò verso te
Attraverso lo spazio profondo
Sconfinato 
Ti troverò
Uomo senza freno
Magro sommerso dal fango
Santo dell’ultima ora
E tu farai di me
Il tuo letto e il tuo pane
La tua Gerusalemme.

Joyce Mansour

Il Vento

Sei sempre bello. O almeno, così io ti vedevo. Lo so perchè a volte ti guardo. Scarmigliato, e con una massa di capelli che non si addice ai tuoi anni. Pazzo come sempre, come io ti amavo-odiavo.
Con la stessa ambizione che divora, la smania di essere e di apparire qualcuno. Poco importa che tu fossi qualcuno, e tutto per me. Non si può fermare il Vento. Non darà mai quello che prende.

Lunabionda