Olio

“Sai, ogni volta che resti delusa da me è come se ogni piccola ferita diventasse una ferita grande che si allarga sempre di più come una macchia d’olio, all’infinito” disse un tempo Heathcliff, in un pomeriggio d’estate.

“Bravo, infatti è stato proprio così. E’ sempre così. Ed è stata proprio questa la causa per cui noi due finimmo. Quella macchia d’olio che si è espansa all’infinito è stata, e non la tua fuga. Rimarrai solo… Tu, non io” Catherine risponde parlando a se stessa. Amaramente.

Lunabionda

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Temporale

La voce dentro grida e quando è così stronza preme
Le lascio dire tutto, stavolta andrà come viene
Il cielo si spalanca dopo che la pioggia piange
Si poggia sulle facce, pesante
Distendo le mie gambe qui seduto in riva all’argine
Con una profezia sulla voragine
Così convinto che si stia per compiere
E provo a immaginare dove il fiume andrà
Costretto a digiunare per necessità
Per ritrovare me
Lo lascio scorrere

Tu vuoi sapere adesso dove sono
Sono solo in mezzo al temporale
Né un ombrello né un accappatoio
Mi protegge dal male
Queste mani dicono chi sono
Se mi volto so che niente è uguale
Questo amore che a volte imprigiono
Mi protegge dal male

E te lo giuro sul mio nome, certa rabbia so che faccia ha
Ne ho la carne tra i canini e sto assaggiando che segreti sa
Ribadisci che l’indifferenza cieca miete vittime
Ed ora so perché mi dovrei proteggere
Le gocce di sudore sulla polvere
La volontà che gronda dalla fronte che
Racconterà di me, che amavo correre

L’inusitato cliché della mia confessione
Grasso e benzina incendiano l’aria
Puoi sentirne l’odore
La terra si muove

 

Non ti lascerò mai

Hi Heathcliff, it’s me

 

Il mio fantasma vaga come aria di novembre

nelle stanze cupe dei miei ricordi,

mentre tu cammini deciso in quei corridoi

ringiovanendo le emozioni morte di un tempo.

La candela tenuta stretta nella tua mano

fa ardere le ragnatele negli angoli bui,

e io sento battere ancora questo cuore

rinsecchito come le radici del nostro giardino.

Gli alberi si muovono al ritmo dei venti gelidi

e tu osservi quella annebbiata nostalgia della natura

cercandomi tra il suolo delle ombre celate nel nero

della tua anima piena di vendetta non colmata.

La tua Catherine ti soffierà ancora parole d’amore

nelle tempeste del tuo iracondo cuore infranto,

perchè io sono la tua vita, e tu lo scrigno dorato

della mia infinita e triste passione.

Davide Lucarelli, ispirato da Cime tempestose

 

 

 

Amaro

Ognuno ha la sua condanna nella vita, volente o nolente.

La mia è stata amare Heathcliff. Il signore del fuoco e dell’ombra.

E dire che non ho mai voluto amarlo… ma non l’ho scelto io. Ha scelto l’amore per me, l’appartenenza. E non m’importa più di cosa pensi chiunque di me: da certe scelte non si può tornare indietro.

Lunabionda

Mi sono giunte le tue parole

To “Heathcliff” with love 

In questa notte d’autunno
sono piena delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua testa dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, padre
le tue parole, amore
le tue parole, amico.
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche,
le tue parole
erano uomini.

Parafrasando Nazim Hikhmet

Sei

“Si può, e si deve, restare fedeli alla passione che ci possiede.”

Nell’inverno del mio cuore sei stata l’albero fiorito,
assai più dolce parve la primavera perché tardiva;
sei il vento che soffiò la primavera
in un giardino in rovina.

William Faulkner

Quel che non si può dire

Quel che la gente limitata o avvelenata dal suo stesso veleno verso la vita, non capirà mai, è che non passerà più felicemente all’altro mondo spargendo il veleno del cinismo intorno a sè in questa vita. Morti viventi…

Con la scusante di un unico alibi che risuona sempre nella testa: che ne sai di che cosa gli ha fatto la malattia, e di cosa gli sta ancora facendo?

(Si, io lo so…)

Lunabionda