Amore (ultima parte)

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A  V.

I miei grandi dolori, in questo mondo, sono stati i dolori di Heathcliff, e io li ho tutti indovinati e sentiti fin dal principio.
Il mio pensiero principale, nella vita, è lui.
Il mio amore per Heathcliff assomiglia alle rocce eterne e immutabili; una fonte di piacere ben poco visibile, ma necessaria.
Nelly, io sono Heatcliff!
Egli è stato sempre, sempre nel mio spirito: non come un piacere, allo stesso modo ch’io non sono sempre un piacere per me stessa, ma come il mio stesso essere. Quindi non parlare più di separazione: non è possibile.

Emily Bronte, Cime tempestose

Ph Laura Makabresku

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Vieni alla finestra, mia piccola cara

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Vieni alla finestra, mia piccola cara
mi piacerebbe poter leggere il palmo della tua mano
pensavo di essere una specie di zingaro
prima di lasciare che tu mi portassi a casa.

E ora addio, Marianne, è tempo che ricominciamo
a ridere e piangere e piangere
e ridere su tutto questo ancora.

Tu sai che io amo vivere con te
ma mi fai dimenticare così tanto,
dimentico di pregare per gli angeli
e poi gli angeli si dimenticano di pregare per noi.

Ci incontrammo quando eravamo abbastanza giovani
immersi nel parco verde di lillà
ti aggrappavi a me come fossi un crocifisso
mentre andavamo a carponi nel buio.

Le tue lettere mi dicono che sei accanto a me ora,
quindi perchè mi sento solo?
Sono in piedi su un cornicione e la tua fine tela di ragno
assicura la mia caviglia a una pietra.

Per ora ho bisogno del tuo amore nascosto
sono freddo come una nuova lametta
te ne sei andata quando ti ho detto che ero curioso,
non ho mai detto di essere coraggioso.

Addio, Marianne, è tempo che ricominciamo
a ridere e piangere e piangere
e ridere su tutto questo ancora.

Leonard Cohen

Ph Laura Makabresku

Tutte le lettere d’amore sono ridicole

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A che scopo esisterei, se fossi tutta contenuta in me stessa?

Il mio gran pensiero, nella vita, è lui.

Se tutto il resto perisse e lui restasse, io potrei continuare ad esistere; ma se tutto il resto durasse e lui fosse annientato, il mondo diverrebbe, per me, qualcosa di immensamente estraneo: avrei l’impressione di non farne più parte.

Emily Bronte, Cime tempestose

Ph Laura Makabresku

C’è qualcosa dentro di me

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C’è qualcosa dentro di me
Che è sbagliato
E non ha limiti
E c’è qualcosa dentro di te
Che è sbagliato
E ci rende simili
Nel tuo letto la novità
E’ fare a pezzi l’anima
Ma la violenza della stabilità
E’ un modo di morire a metà
E un bacio sporco sa
Spogliarmi il cuore dai demoni
E c’è qualcosa dentro di noi
Che è sbagliato ma ci rende simili

Ph Laura Makabresku

Nuda

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Non mi ero mai sentita così. Sull’uscio del Nulla…

Ero riuscita a tramutare per una volta il desiderio nella realtà. La realtà di un Uomo. E di un cielo dove non avevo mai posato gli occhi, se non immaginandolo.
Lui mi ha riempita d’amore; io mordevo, strappavo, ingoiavo… affamata e ingorda.
E lui rideva, perché crescevo tra le sue braccia, mi abbellivo, germogliavo e mi stupivo dei miei frutti.
Una sera, mentre aspettavo quelle sue dita dietro il collo, mi voltai per porgergli uno dei miei baci immortali.
Lui aveva occhi spenti, il viso di cera e labbra avvizzite di chi non avrebbe più avuto parole da dire…
Se non quella, l’ultima:
Addio…”

 

Sylvia Pallaracci

D’amore e di follia

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Dino,
ho una grande malinconia, un grande amore, una parola, non so quale, da dire.
Non so quel che la vita vuole da me. Se debbo resistere in questa solitudine, in questa preghiera d’ogni istante: rinunciare a rivederti, restare per sempre con questo sapore di terra in bocca; salvarti con la mia rinuncia, col farmi amare da lontano. Aspettare la morte, quant’anni, Dio mio?
O venire, con tutta l’umiltà del mio cuore che vuoi piangere e che vuoi cantare. Che non sa nulla, di là dalla gioia di ritrovarti. Che tu rinnegherai, calpesterai ancora, e continuerà ad amarti, così…
Dino. E sentirmi chiamare per nome.

Sibilla Aleramo