Malinconico tango

Schiòppa na bella rosa e i’, pe’ gulio,
a chi mm’ha fatto chiagnere nce ‘a manno.
Lle dico: “Rosa mia tu me perduone
si te scarpesarrá senza cuscienza…”
Ce sta nu ditto ca me dá ragione:
“Fa’ bene e scorda e si faje male penza…”
Pènzace buono sí… te voglio bene…
Te voglio bene e tu mme faje murí.
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Di poesia si muore

E non so

quanta nostalgia da vivere

quante insensate cuciture razionali di ferita

e quanto crepacuore ancora,

e quella luce dei tuoi occhi

i tuoi neri vestiti

dispersi fra i ricordi a dirmi

che ti amerei ancora

e che di poesia si muore.

Lunabionda

 

versi in corsivo di Sylvia Pallaracci

 

 

Silenzio

La casa non geme più

sotto lo scricchiolio dei tuoi passi,

la casa non geme più

e datemi i rumori

i rumori pesanti

datemi i rumori di Charles

datemi il suo pensiero e il suo lento fuggire

ridatemi i rumori, della sua carne perfetta.

Alda Merini

Salta dalla finestra

Dai, salta dalla finestra

corri via più veloce del vento

lasciando alle spalle la nebbia

per bere un sorso di azzurro,

poi avvolgimi nel tuo nero mantello

e non dire una parola.

Non dire una parola che non sia

il mio nome

non dire una parola che non sia

son qui

non dire una parola che non sia

di provvisorio amore.

 

Lunabionda

 

 

Carnale

Carnale è la notte,

la luna è tonda e rossa

odore di mare e d’incenso a profusione

la pelle arroventata sopra il letto

 l’osceno e il sacro

di mai scordate lenzuola.

Carnale io,

impunemente nuda e cruda

la sigaretta in bocca

e occhi socchiusi

a immaginare

quanto possa estendersi

un lembo di pelle all’infinito

tra le dita.

Dovresti turarti le orecchie

e incatenarti intero

per non sentire il fiato del mio canto.

Lunabionda 

Dove nascono già recisi tutti i fiori

 

Ti ho cercato

nei luoghi da non nominare

dove nascono già recisi tutti i fiori

per sorridere a un’alba d’arancio

e poi marcire.

Mi sono inginocchiata

a raccogliere

l’elemosina del tuo dis-amore

e ho camminato scalza

su bracieri mai spenti

mi sono bruciata i piedi

per cadere in un pozzo

profondo di luce

e ho danzato nuda

vestita solo di un ricordo

di vertigine

che mi mantiene ancora

aggrappata ad un bicchiere

succhiando il fondo

di un’ossessione

che incalza

e non disseta.

Lunabionda

 

Quello che ho dentro

Mio Lou mio cuore mia adorata
Darei dieci anni e più
Per i tuoi capelli d’oro
Per i tuoi sguardi vaghi
Per il tuo caro vello ambrato

Nella camera di voluttà
Ove ti farò visita a Nìmes
Mentre prenderemo il the
In quelle poche ore d’intimità
Come m’abbellirà la tua bellezza

Leggeremo sullo stesso letto
Nel libro del tuo stesso corpo
– È un libro che si legge a letto –
Leggeremo la poesia meravigliosa
Delle grazie del tuo splendido corpo
Passeremo dolci domeniche
Più dolci di quanto lo sia il cioccolato
Giocando tutti e due al gioco delle anche
A sera sarò a pezzi
Tu sarai pallida con le labbra bianche

Un mese dopo tu partirai
Scenderà la notte sulla terra
Invano tenderò verso di te le braccia
Maga di mistero
Mia Circe sparirai

Dove te ne andrai tesoro mio
A Parigi in Svizzera oppure
Sull’orlo della mia malinconia
Questo mediterraneo flusso
Che mai mai si dimentica
Guillaume Apollinaire, da Réverie sur ta venue

Le pantomime del desiderio

Ho scritto parole d’amore come spade,

crudeli come la verità,

fragili come una carezza lontana,

travestendo di rabbia

quel demone sfolgorante di luce

che si chiama Fuoco.

Hai letto in silenzio,

perché tu disti ormai

un milione di anni buio

da me

ed hai scordato

le pantomime del desiderio,

l’in pace,

le quattro mura di ventre

dove nessuno ti cerca.

Lunabionda

(versi in corsivo di Gesualdo Bufalino)

Il lato sinistro

Vorrei dire

che era stato solo sesso,

o la mia strana mania di voler amare qualcuno,

a lasciarti scolpito

di carne e di grazia.

Mi sposti i capelli dalla nuca

e la tua bocca m’incide il lato sinistro

del ventre

– il marchio del Diavolo, dicono che sia la sinistra.

Mi scosto dalla mia finestra sul buio

e m’accorgo che è stato solo il soffio del vento,

a farmi vibrare di questi vani fantasmi carnali.

Lunabionda