A gentile richiesta

Che dolore l’amore!
ho visto un sacco di tipi ridursi come mosche
d’inverno, come flaconi crepati, come gomme da masticare masticate:
e io
(io che ho gridato, una volta: questa volta non mi freghi più), che mi sono
strappato mani e piedi (nemmeno fossero stati guanti e ciabatte, guarda),
sono disposto a sputarti la mia lingua, ancora,
a gentile richiesta.

Edoardo Sanguineti

Monsieur, vous avez mon coeur

Tutto passa, ma nulla si dimentica.


Io sono legata a te, indipendentemente dalla mia volontà (anche se quando ho permesso a me stessa di vivere per te non sapevo che sarei stata ferita, ferita, ferita per l’eternità), e forse adesso so, come non avrei mai saputo se tu mi avessi reso la vita facile e mi avessi concesso di viverti accanto (a qualsiasi condizione al mondo, bastava che fosse con te) – adesso so quanto profondamente, paurosamente e totalmente ti amavo.

Sylvia Plath

L’amore indimenticabile è quello impossibile

Bologna è una giornata fredda

spaccata dalla luce inaudita,

il tuo vestito sempre troppo nero

come si conviene all’abito di scena,

la bellezza imprevista di un passo troppo svelto

per il mio cuore di cristallo,

il fuoco che divora, che consuma sotto i portici,

e le tue labbra che odorano di vento e sale.

Bologna è uno scenario troppo grande

per melodrammi ordinari di periferia,

è una puttana che si svende facilmente

all’applauso di un pubblico corrotto

o a una leggiadra parvenza d’amore,

proprio come le mie mani,

grondanti di piacere

al lento sfiorare dei tuoi occhi

impastati di mare, di nero e di follia,

(la mia).

Bologna è una giornata piovosa spaccata dalla luce livida di luglio, il freddo del dis-amore che mi entra nelle ossa, le stesse strade di allora ripercorse come due estranei, cambiate di luce e di senso, la solitudine del non essere uno che mi spezza dentro mentre sorrido per non deluderti, per non disturbare, e tutte le lacrime che non lascio cadere perchè tu non le veda. Ma in verità, tu non mi vedi. Forse non mi hai mai vista. Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere.
E così, il cerchio si è chiuso.

Lunabionda

Eri

E il sole e il vento e i verdi anni si rincorrono cantando verso il novembre a cui ci van portando e dove un giorno con un triste sorriso ci diremo tra le labbra ormai stanche “eri il mio caro amore”. De Andrè
Χαῖρε, Μιχάλης.

Felicità puttana

L’estate andata via, insieme a tutte le sue residue illusioni. Di quando stavo su un treno ad ascoltare una canzonetta, o di quando ferma alla stazione di Bologna sotto l’afa che spaccava la pelle aspettavo di venire da te che mi spaccavi il cuore e tutto ciò che si può spaccare.
Quando tutto sembrava possibile, quando l’adrenalina si tagliava col coltello insieme al caldo indegno di una inutile e più folle di tutte le fini di luglio.
Quando ancora pensavo che valesse la pena gettarsi nel fuoco in nome dell’amore, in nome della passione, in nome delle emozioni, pensando solo che la felicità è puttana.
Ciò che si è spezzato dentro non si potrà mai più ricomporre. Dopo la fine di un’estate. Dopo la fine di ogni illusione sull’amore. E’ religione anche non credere più a niente.

Lunabionda