La sposa era in nero

 

“Io sono un killer, un assassino bastardo, tu lo sai. E ci sono delle conseguenze quando spezzi il cuore a un assassino bastardo. La mia reazione è stata così sorprendente?”

“Si, lo è stata. Potevi fare una cosa del genere? Certo che potevi… ma non avrei mai creduto che avresti voluto e potuto farla a me.”

“Mi dispiace molto, Kiddo: ti sei proprio sbagliata.”

 

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-Vorrei solo che nulla mai ci separasse, e se una mia parola ti dovesse più tardi dare dispiacere, pensa che sottoterra io provo lo stesso dispiacere, e, per amor mio, perdonami. Vieni… e inginocchiati ancora. Non mi hai mai fatto del male in vita tua. Non vuoi venire di nuovo vicino a me? Vieni… –

Heathcliff si avvicinò alla spalliera della poltrona e vi si appoggiò; ma in modo che lei non potesse vedere il suo viso, livido dall’emozione. Catherine si voltò per guardarlo: lui non gliene lasciò il tempo, e allontanandosi bruscamente si diresse verso il camino, davanti al quale restò in piedi silenzioso, volgendoci le spalle. La signora lo seguiva con uno sguardo sospettoso: ogni suo movimento risvegliava in lei una nuova emozione. Dopo una lunga pausa riprese a parlare, volgendosi a me con un tono di indignata delusione:

– Oh, vedi, Nelly? Non cederebbe un momento, nemmeno per tenermi fuori dalla tomba! Ecco come sono amata! Heathcliff, caro! Non mettere il broncio proprio ora. Vieni! –
Nel suo ardore si alzò, e si appoggiò a un bracciolo della poltrona.
A quell’appello appassionato lui si volse verso Catherine. Per un istante rimasero così, lontani; poi quasi non vidi come si strinsero. Catherine fece un balzo in avanti, lui l’afferrò; e si fusero in un abbraccio dal quale credevo che la mia padrona non sarebbe uscita viva.

Emily Bronte

La passione non ottiene mai perdono

Heathcliff aveva messo un ginocchio a terra per abbracciarla, e quando cercò di rialzarsi, lei lo prese per i capelli e lo fece star giù.
Io vorrei poterti tenere così fino a che fossimo morti tutt’e duedisse lei amaramente. – Che cosa mi importa di quel che soffriresti? Le tue sofferenze mi sono indifferenti. Perchè non dovresti soffrire, tu? Io soffro. Mi dimenticherai? Sarai felice quando sarò sottoterra? Dirai, fra vent’anni: <<Questa è la tomba di Catherine Earnshaw. L’ho amata tanto tempo fa, e sono stato infelice, quando l’ho perduta. Ma ora è finita. Ne ho amate tante altre, dopo.>>. Dirai così, vero Heathcliff? –
– Non torturarmi fino a farmi diventare pazzo come te! – gridò lui a denti stretti, liberandosi bruscamente le testa con uno strattone.

Quei due esseri, per uno spettatore a mente fredda, formavano uno spettacolo strano e terribile. Il viso pallido di Catherine rifletteva un rancore selvaggio e vendicativo; i suoi occhi erano scintillanti, le sue labbra esangui; e nelle dita chiuse teneva qualche ciocca dei capelli di lui che aveva afferrato. Il suo compagno, aiutandosi con una mano a rialzarsi, le aveva afferrato il braccio con l’altra: e la dolcezza da lui adoperata era così poca in proporzione alle esigenze della condizione di Catherine, che quando la lasciò, vidi quattro distinte macchie livide sulla pelle chiara di lei.

Emily Bronte

Gridi

Quel grido portato dal vento del nord nella brughiera, tra il gelo e la tempesta di neve, ripeteva sempre le stesse parole, che si confondevano con l’urlo disumano del vento: Heathcliff! Heathcliff! Heathcliff! Where are you? Why did you leave me alone? Here, where is always Winter!

Emily Bronte inspiration

Memories

 Gennaio 2016

“Sono stata una pazza.”
“Perché?”

“Ho vissuto e sprecato tante notti vicino a te senza conoscerti, senza sapere chi eri, senza capire chi eri.”

“E adesso che lo sai? Non ti faccio più paura, adesso?”

“No. Ti amo…”

“Decisamente, l’amore è cieco!”

“Che pensi?”

“Sei bella… Non è giusto… perché in cambio io posso solo offrirti questo mio corpo sciupato, e questo viso sfregiato.”

“Ma io non ho mai desiderato un uomo che fosse solo bello.”

“Comunque anche io sono stato pazzo, a tacere…”

“A tacere che cosa?”

“Che ti amavo.”

Cit. Angélique