Appartenenza (ultima parte)

“Che la mia carezza sempre t’accompagni.

Nella luce, nel buio, nella pioggia, nel vento e

nella profonda oscurità, dove ogni altra luce si spegne.”

Così ti scrissi in una dedica due anni fa, all’inizio della nostra meravigliosa e triste storia.

E sarà sempre così, mio caro Heathcliff.

Non importa che io viva altre cose ed altri amori: una promessa è una promessa.

La promessa del sangue.

Perchè I am Heathcliff, and He is me…

Lunabionda

Al mio Heathcliff, con eterno Amore.

 

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Auto da fé

 

Io non sono fatta per la vita. In me tutto è incendio.
Io sono una creatura scorticata a nudo, e tutti voi portate una corazza. Tutti voi avete: l’arte, la vita sociale, la famiglia, il dovere; io, nel profondo, non ho nulla. Tutto cade come pelle, e sotto la pelle carne viva, o fuoco.

La “Mia Metà” Marina Cvetaeva

Appartenenza (A Noi)

Ogni giorno rassomigli di più al cadavere
che un giorno diventerai…
eppure ti amo sempre.
Quando morirai ti giacerò accanto
e con te rimarrò fino alla morte,
senza cibo nè bevanda.
Andrai in putrefazione fra le mie braccia
ed io amerò ancora la tua carogna.
Perché se non si ama tutto non si ama nulla…
Jean-Paul Sartre
Ph Laura Makabresku

Il male di vivere

Io sono verticale,

Ma preferirei essere orizzontale.

Non sono un albero con radici nel suolo
succhiante minerali e amore materno
così da poter brillare di foglie a ogni marzo,
né sono la beltà di un’aiuola
ultradipinta che susciti grida di meraviglia,
senza sapere che presto dovrò perdere i miei petali.
Confronto a me, un albero è immortale
e la cima di un fiore, non alta, ma più clamorosa:
dell’uno la lunga vita, dell’altra mi manca l’audacia.

Stasera, all’infinitesimo lume delle stelle,
alberi e fiori hanno sparso i loro freddi profumi.
Ci passo in mezzo ma nessuno di loro ne fa caso.
A volte io penso che mentre dormo
forse assomiglio a loro nel modo più perfetto –
con i miei pensieri andati in nebbia.
Stare sdraiata è per me più naturale.
Allora il cielo ed io siamo in aperto colloquio,
e sarò utile il giorno che resto sdraiata per sempre:
finalmente gli alberi mi toccheranno, i fiori avranno tempo per me.

Sylvia Plath

Ph Laura Makabresku

Allo specchio

Ho capito che non sento nulla come loro e loro non sentono nulla come me… E non solo qui, all’estero: in Russia era lo stesso e ovunque è e sarà così perché quella degli altri è vita, e questa – cioè io – è stata, è, e sarà, tutta un’altra cosa.

La “Mia” Marina Cvetaeva

Poichè nessuno dei miei dolori

Poiché nessuno dei miei dolori
lo commuove
(il cielo, no
non parlo mai del cielo,
dunque di lui, poiché del cielo
non parlo)
poiché nulla e nulla e
tutto mai lo commuove,
nessun caos di dolori, asfissie, paura
io non l’ho mai toccato, a me chiamato
mai,
ero già bianca, fredda,
questo non lo ha toccato mai,
non ero poi così bianca, mai così fredda,
ero sempre commossa,
sempre così commossa
come se potesse commuoverlo.
E non mi è mai riuscito.
Anni di pelle, scuoiati via da me
e io bollita, arrostita e bruciata
torturata, assassinata, strozzata
e strangolata,
non lo ha mai commosso.

Ingeborg Bachmann