Ti ho visto

A Fra. Comunque andrà.

Ti ho visto,

mentre cadevo nell’abisso

appesa a un filo,

persa tra venditori di polvere

e paludi stagnanti di dolore.

Tagliavi la notte con la tua lama d’argento,

puro come il respiro dell’alba,

una carezza d’aria e fuoco

nella profondità del buio.

Ora cammino tra campi

fioriti di rugiada

nel primo mattino,

mi sbocciano giacinti tra le dita

e intreccio trame di sogni

tra i tuoi capelli sparsi

sul guanciale.

Lunabionda

 

Ph Laura Makabresku

Ma non a sufficienza per l’eternità

Ferrara, luglio.

L’ultima volta che la vide
non sapeva che era l’ultima volta che la vedeva.
Perché?
Perché queste cose non si sanno mai.
Allora non fu gentile quell’ultima volta?
Sì, ma non a sufficienza
per l’eternità.

Vivian Lamarque

Miss Saturday

Una maglia nera con la scritta Saturday in rosso esce dall’armadio e ricorda una vita che fu.
“Signorina Saturday”, mi disse sorridendo dopo avermi spiegato per ore il come ed il perchè, ma poi ci fu solo un fuoco in cui infilarcisi dentro.
Forse sono ancora quella Signorina Saturday… almeno un po’.

Lunabionda

 

Amarcord

Sempre lontano
Ami tutte a modo tuo
Ami tutte le donne
E sei bello come un dio
Dopo di me
Amori stupidi
Povere amanti che hai, lo sai
Improbabili ed inutili, come fai?
Solamente tu, dimenticarti è difficile
Eri un po’ di più
Mi piaceva come amavi tu
Lo so da me, qual è il tuo limite
Tutte le donne che vuoi, che hai
Ma d’amore tu non muori mai
Proprio mai
Solamente tu, dimenticarti è difficile
Non ti voglio più, ma era bello
Come amavi tu, solo tu solo tu

L’amore indimenticabile è quello impossibile

Bologna è una giornata fredda

spaccata dalla luce inaudita,

il tuo vestito sempre troppo nero

come si conviene all’abito di scena,

la bellezza imprevista di un passo troppo svelto

per il mio cuore di cristallo,

il fuoco che divora, che consuma sotto i portici,

e le tue labbra che odorano di vento e sale.

Bologna è uno scenario troppo grande

per melodrammi ordinari di periferia,

è una puttana che si svende facilmente

all’applauso di un pubblico corrotto

o a una leggiadra parvenza d’amore,

proprio come le mie mani,

grondanti di piacere

al lento sfiorare dei tuoi occhi

impastati di mare, di nero e di follia,

(la mia).

Bologna è una giornata piovosa spaccata dalla luce livida di luglio, il freddo del dis-amore che mi entra nelle ossa, le stesse strade di allora ripercorse come due estranei, cambiate di luce e di senso, la solitudine del non essere uno che mi spezza dentro mentre sorrido per non deluderti, per non disturbare, e tutte le lacrime che non lascio cadere perchè tu non le veda. Ma in verità, tu non mi vedi. Forse non mi hai mai vista. Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere.
E così, il cerchio si è chiuso.

Lunabionda

Eri

E il sole e il vento e i verdi anni si rincorrono cantando verso il novembre a cui ci van portando e dove un giorno con un triste sorriso ci diremo tra le labbra ormai stanche “eri il mio caro amore”. De Andrè
Χαῖρε, Μιχάλης.

Felicità puttana

L’estate andata via, insieme a tutte le sue residue illusioni. Di quando stavo su un treno ad ascoltare una canzonetta, o di quando ferma alla stazione di Bologna sotto l’afa che spaccava la pelle aspettavo di venire da te che mi spaccavi il cuore e tutto ciò che si può spaccare.
Quando tutto sembrava possibile, quando l’adrenalina si tagliava col coltello insieme al caldo indegno di una inutile e più folle di tutte le fini di luglio.
Quando ancora pensavo che valesse la pena gettarsi nel fuoco in nome dell’amore, in nome della passione, in nome delle emozioni, pensando solo che la felicità è puttana.
Ciò che si è spezzato dentro non si potrà mai più ricomporre. Dopo la fine di un’estate. Dopo la fine di ogni illusione sull’amore. E’ religione anche non credere più a niente.

Lunabionda

Il sesto senso

Così certe mattine accade di pronunciare il nome degli assenti. Per sentire di nuovo il suono che fa.

Come se quel suono potesse raggiungerli per una strana telepatia, come se quel suono potesse renderli ancora carne e sostanza, come se quel suono potesse dargli ancora il nome dell’amore.

  Μι-χά-λης.
Il sesto senso è il senso di mancanza.

Lunabionda