Amaro

Le mani, tutto incomincia sempre con le mani
E ancora non le hai detto che la ami
Anche se lei lo sa
E poi, diventi tutto quello che non sei
Diventi come ti vorrebbe lei
Ma non ti basta mai
Amore, amore amaro, amore mio
Amore che potrà fermare solo dio
Ma questo amore senza cielo volerà
Nelle tue mani
Amore senza amore, amore che non ho
Amore che non vincerà se tu non vuoi
Amore grande chiuso dentro una bugia
Senza domani
Amore strano, amore pazzo,
Senza domani
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Tra parentesi

 

cime 37

Il tuo modo d’amare è lasciare che io ti ami.

Mai parole o abbracci mi diranno che sei esistito e mi hai amato, mai.

Mai gesti mi dicono che mi pensi, mai. Me lo dicono fogli bianchi, mappe, telefoni, presagi. Tu, no.

E sto abbracciata a te senza chiederti nulla.
E sto abbracciata a te senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire, con domande, con carezze,
quella solitudine immensa
d’amarti solo io.

Sylvia Pallaracci

Un fiore labile di poesia

(Μου λείπεις τόσο πολύ αγαπητή μου…)

Ecco, tu sei per me
null’altro che una fragile illusione
dai grandi occhi di sogno,
che per un’ora mi si stringe al cuore
e mi ricolma tutto
di cose dolci, piene di rimpianto.
Cosí mi accade quando stancamente
mi struggo a infondere nei versi lievi
un mio spasimo triste.
Un fiore labile di poesia,
nulla di piú, mio amore.

Cesare Pavese

Isola

Ritorno sempre a te, isola, dolceamara terra del sud. Dopo le strade che hanno conosciuto il mio corpo e la mia nostalgia, dopo gli incendi, dopo la passione, i crimini e l’estremo splendore, dopo la cenere in cui si vanno spegnendo i miei astri, ritorno a te, isola.
E tu, quanto mi mancherai, mio caro… oltre la pelle e le parole. Ma io forse non mancherò a te.

Θα λείπεις τόσο πολύ, αγαπητέ μου. Σ ‘αγαπώ.

Lunabionda (parafrasando Agosthino Baptista)

Cose che ho dimenticato di dirti

(Θα λείπεις τόσο πολύ, αγαπητέ μου)

Cose che ho dimenticato di dirti.
Che ti amo.
Che ti amo.
Che ti amo.
Sono diventata un’idiota proprio come Gertrude Stein. E’ questo che l’amore combina alle donne intelligenti. Non sono più neanche capace di scrivere lettere.

Anais

Oltre

La dismisura delle tue mani

è stata il mio luogo benedetto.

Oltre lo spazio-tempo,

oltre la Terra,

oltre la carne tatuata che porta ancora ogni tuo segno,

oltre la passione;

dove ogni gesto si è fatto devozione,

ed il mio nome

una preghiera da ripetere in purezza e ardore,

quando anche la tua anima era nuda.

Cerco l’altrove perduto,

e ti ripenso oltre la pelle e le parole.

La sera si tinge di fonda dolcezza,

lentamente sanguinando.

Lunabionda

 

Dark days

 

 

Quando finisce un “amore”
Così com’è finito il mio
Senza una ragione né un motivo
Senza niente
Ti senti un nodo nella gola
Ti senti un buco nello stomaco
Ti senti un vuoto nella testa
E non capisci niente
E non ti basta più un amico
E non ti basta più distrarti
E non ti basta bere da ubriacarti
E non ti basta ormai più niente
E in fondo pensi, ci sarà un motivo
E cerchi a tutti i costi una ragione
E vorresti cambiare faccia
E vorresti cambiare nome
E vorresti cambiare aria
E vorresti cambiare vita
E vorresti cambiare il mondo
Ma sai perfettamente
Che non ti servirebbe a niente
Perché c’è lui, perché c’è lui
Perché c’è lui, perché c’è lui
Perché c’è lui nelle tue ossa
Perché c’è lui nella tua mente
Perché c’è lui nella tua vita
E non potresti più mandarlo via
Nemmeno se cambiassi faccia
Nemmeno se cambiassi nome
Nemmeno se cambiassi aria
Nemmeno se cambiassi vita
Nemmeno se cambiasse il mondo
Però, se potessi ragionarci sopra
Saprei perfettamente
Che domani sarà diverso
Lui non sarà più lui, io
Non sarò la stessa donna
Magari l’avrò già dimenticato.

 

Parafrasando Cocciante

 

 

 

La voce a te dovuta

Θα λείπεις τόσο πολύ, αγαπητέ μου. τελευταία όνειρό μου,
ειλικρινής ψευδαίσθηση μου.

(Mi mancherai molto, mio caro. Mio ultimo sogno, mia onesta illusione)


Non voglio che ti allontani,
dolore, ultima forma
di amare.

E fino a quando ti potrò sentire,
sarai per me, dolore,
la prova di un’altra vita
in cui non mi dolevi.
La grande prova, lontano,
che è esistita, che esiste,
che mi ha amato, sì,
che la sto amando ancora.

Pedro Salinas, La voce a te dovuta