Io non ti chiedo che una cosa

Io non ti chiedo che una cosa: anche se non mi ami più, lasciati amare.

Adele H, Truffaut

Ph Laura Makabresku

 

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Tarantella d’amuri

 

Tutti mi dunnu ca lu mari è fundu

ma pe’ l’amuri tuo lu passu e vegnu.

Tu sulu mi trasisti ‘nta a me’ vita,

Braci di focu mi jettasti.

Si campu e si non moru

Ti tegnu comu l’oru

Ti tegnu ‘nta lu cori

Ti tegnu ‘nta la menti

Ti tegnu a mia pe’ sempi.

 

Mimmo Cavallaro

 

 

 

Non si voltano le spalle all’amore

Perchè una bella ragazza come lei, certamente molto corteggiata, molto desiderata, aveva scelto, avrebbe scelto, di legarsi a un uomo non facile, non ricco, più vecchio di lei, e senza prospettive, senza affidabilità, senza stabilità?

Perchè non si voltano le spalle all’amore.

Le volti tu.

Lunabionda

 

La vanità e la felicità sono incompatibili

“Sarà sincera la vostra inconsapevolezza, ma io vedo chiaramente che siete innamorato di quella donna.

“Innamorato? Io?”

“Avete dimenticato che cosa vuol dire rendere felice una donna, ed esserne reso felice?”

“Io… no.”

“Amavate quella donna, e per di più l’amate ancora, e disperatamente. Come avreste potuto lasciarla così crudelmente, se non ve ne foste tanto vergognato e spaventato? E questo ha provato un principio in cui io ho sempre creduto: che la vanità e la felicità, sono incompatibili.”

Laclos, Le relazioni pericolose 

 

Eppure

Ogni giorno rassomigli di più al cadavere che un giorno diventerai, eppure ti amo sempre. (Sartre)

Ogni giorno ti scolori come un fantasma impalpabile avvolto nel tuo nero, eppure ti amo sempre.

Ogni giorno il pensiero si stacca dal ricordo come i fiori recisi marciscono su una corona di morti.

Eppure, ti amo. Sempre.

Lunabionda

Ph Laura Makabresku

Il Vento

Sei sempre bello. O almeno, così io ti vedevo. Lo so perchè a volte ti guardo. Scarmigliato, e con una massa di capelli che non si addice ai tuoi anni. Pazzo come sempre, come io ti amavo-odiavo.
Con la stessa ambizione che divora, la smania di essere e di apparire qualcuno. Poco importa che tu fossi qualcuno, e tutto per me. Non si può fermare il Vento. Non darà mai quello che prende.

Lunabionda

Il tuo modo d’amare era… – La voce a te dovuta

 A M. La voce a te, e a me dovuta.

Il tuo modo d’amare
è lasciare che io ti ami.
Il sì con cui ti abbandoni
è il silenzio. I tuoi baci
sono offrirmi le labbra
perché io le baci.
Mai parole e abbracci
mi diranno che esistevi
e mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi,
mappe, telefoni, presagi;
tu, no.

E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze,
quella solitudine immensa
d’amarti solo io.

 

Pedro Salinas, La voce a te dovuta

S-partenza

Non avere nessun rimpianto nel lasciare per sempre una città non tua, traslocando tutto.

Ma solo il rimpianto di una giornata limpida, splendida di freddo e di sole, tra le strade di Bologna. The perfect day, la giornata di perfetta felicità.

Il senso di una pelle tra le dita, il fuoco che divora e che consuma tremendamente di passione e di dolcezza nel nero di uno sguardo, in una piccola stanza di una squallida periferia. Dove tutto era grigio, ma non lui, non l’abisso dei suoi occhi, non il calore del suo abbraccio, non il senso dell’eterno nella carne, dove tutto era grigio ma non noi.

E una scatola vuota di strani dolcetti esotici, un regalo, che non si riesce a buttare via. Ma che butterò. Proprio come un numero di telefono che ormai non serve più, come quello dei morti.
Che stupida razza, quella dei sentimentali.

“Come l’acqua fuggi via, come l’acqua scivoli, senza quasi traccia ormai, come una pioggia caduta su me. Eppure ho pianto di notte, stupidamente, per te. Come l’acqua scivoli via, passione ardente, profumo che va.”

E come salutano i poeti, che vivono solo di passioni e sentimenti, di sensazioni e nostalgie,  i poeti che non vogliono ricordare il disprezzo e la mediocrità, ma solo la propria intima passione, così ti saluto io. Mio ultimo sogno, mia onesta illusione, mio greco preferito, come amavo chiamarti.

αντίο, αγαπη μου, το τελευταίο μου όνειρο, η ειλικρινής μου ψευδαίσθηση.

Lunabionda

Le parole che avrei voluto sentire

Ti amo bambina,
di una febbre sensuale
che mi rugge nel sangue
quando dal primo bacio,
carezzevole sulla guancia fresca,
ti passo sulle labbra,
le serro nelle mie
e ti lambisco la lingua
umida di amore,
libidinosamente,
e scontro i denti forti
nitidi nei miei denti,
e tutti e due mordiamo,
suggiamo senza posa
e una mia mano timida
dalla tua gola fresca
ti scivola sul petto
e si contragge e stringe sopra un seno,
piccolo, cedevole,
molle di amore
come la tua bocca è bagnata.

Questo, bambina,
Non ti fa paura?

Cesare Pavese