Assaggiare l’eterno

Stare tra le sue braccia per voler assaggiare l’eterno,

sentire la carne disfarsi dentro il mio intoccabile eden

già sapendo che non sarà mai mio,

chè il tempo divora ogni gesto, ogni sospiro

e l’egoismo strozza la dolcezza di un pomeriggio.

Non può essere poi così triste questo inverno

se la mia voce è il calore del suo fiato,

e la mia pelle pietra di paragone

di cosa vuol dire amare una donna.

Me lo hai detto in tutte le lingue degli uomini e degli angeli:

Luna tu sei mia,

ma io non ti ho creduto.

Perchè tu hai l’arte,

la vita sociale,

io nel profondo non ho nulla,

solo carne viva e fuoco.

Lunabionda

 

Versi in corsivo di Marina Cvetaeva

 

 

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Chi sei tu

Non desideravo solo la carne di Louise, desideravo le sue ossa, il suo sangue, i suoi tessuti, i tendini che la tenevano insieme. L’avrei tenuta stretta a me anche quando il tempo avesse cambiato il colore e la consistenza della sua pelle. Chi sei tu che mi fai provare queste sensazioni?

Jeanette Winterson, Scritto sul corpo

 

Alice

Credi ancora che sia un sogno, non è vero?

Temo di si, ma non mi sorprende che io sogni un mezzo matto!

Ma dovresti essere mezza matta anche tu per sognare uno come me.

Evidentemente lo sono… Mi mancherai quando mi sveglierò.

Alice 

(in Wonderland)

Il vero amore non ci è concesso

 
Non piangere mai per un amore finito
poiché l’amore raramente è vero
ma cambia il suo aspetto dal blu al rosso,
dal rosso più brillante al blu,
e l’amore è destinato ad una morte precoce
ed è così raramente vero.
Non mostrare il sorriso sul tuo grazioso viso
per vincere l’estremo sospiro.
Le più belle parole sulle più sincere labbra
scorrono e presto muoiono,
e tu resterai solo, mio caro,
quando i venti invernali si avvicineranno.
Tesoro, non piangere per ciò che non può essere,
per quello che Dio non ti ha dato.
Se il più puro sogno d’amore fosse vero
allora, amore, dovremmo essere in paradiso,
invece è solo la terra, mio caro,
dove il vero amore non ci è concesso.
Elizabeth Siddal
Ph Laura Makabresku

La guardo la mia vita, me la imparo

Non è poi così difficile guardare l’abisso della mia malinconia

lo specchio della mia solitudine

il mio eterno, incrollabile amore

per la distruzione

l’estrema prova

che io sono nata per amare

quel che non si può amare.

Basta fermarsi allo specchio

a guardare questa vita

e me la imparo,

fino al fegato adesso, fino al fiele.

Lunabionda

Ultimi due versi di Patrizia Valduga

Nelle mie stanze

Disprezzo la mia stessa ipersensibilità,
che esige tanta rassicurazione,
ma nello stesso tempo
mi rende così consapevole della sensibilità altrui.
Il mio bisogno di essere amata e capita
è certamente anormale.
Forse io trovo fiducia
in me stessa cercando di conquistare gli uomini.
O forse sto corteggiando il dolore?

Anaïs 

Essere Lunabionda

Voglio vivere beatamente e
oscuramente nella mia femminilità.
Voglio un uomo sopra di me, sempre sopra di me.
Il suo volere, il suo piacere,
il suo desiderio, la sua vita,
il suo lavoro, la sua sessualità
la priorità, il comando, la mia guida.
Non m’interessa lavorare,
conquistare il mio spazio intellettualmente,
artisticamente;
ma come donna, oh, Dio,
come donna voglio esser dominata.
Non m’interessa che mi si dica
che devo stare in piedi da sola,
né che devo aggrapparmi a tutto ciò
che sono capace di fare,
ma voglio essere catturata,
scopata, posseduta dal volere di un uomo”

Anaïs  Nin