Il fascino di una donna

La quantità di lacrime versate per amore determina il fascino di una donna.

Quante lacrime avrà versato questa donna?

Anche adesso piange e ricorda, piange e adora.

Un testo giapponese

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Crisi metropolitana

E’ strano, è strano
Dissociazione totale
Crisi metropolitana
E un desiderio di andare nel sud
Prima che mi spazzi via
Questo mio strano delirio
Una nevrosi di più

Che folla sui marciapiedi
Traffico che picchia in testa
Con questa rabbia che ho

E’ strano, è strano
Dimmi che mi ami di più
Quando ti faccio star male
Oh quali pene d’amore mi dai
Vedere la società
Mi cambia spesso di umore
Io mi dissocio da me

Che folla sui marciapiedi
Traffico che picchia in testa
Con questa rabbia che ho
‘O sole mio sta in fronte a te

L’amore si odia

Tu dormi e io sono qui
da quando non lo so,
so che affondo così
dentro l’odio che ho.
A tratti sentirei
di svegliarti ma poi
ci penso e dico no,
ora è meglio di no.
Ti guardo mentre sei
abbandonato lì,
odio tutto di te
ormai è così
e te lo griderò
e tu saprai il perché,
non c’è niente fin qui
che salverei di te.

Guardo gli occhi che hai
e le ciglia che hai
le ciglia lunghe in cui
imprigionavi me.
Bugiardo più che mai,
più incosciente che mai,
che tristezza però
un amore con te.

Io ti odio e fra un po’
quando ti sveglierai
basta,
non tacerò
tanto è inutile ormai
e sceglierò per te
quelle parole che
fanno male di più
vanno in fondo di più.
Me ne vado, dirò,
ma un rimpianto ce l’ho
avere amato te
senza un vero perché,
non so cosa darei
per non dovere mai
pensare che son stata insieme a te.

In-decenza

Così vorrei, una notte,
quando suona l’ora dei piaceri,
avvicinarmi strisciando
ai tesori della tua persona

per punirti la carne piena di vita,
schiacciarti il seno, senza ira,
e nel tuo fianco stupefatto aprire
un’ampia e profonda ferita

e poi -vertigine dolcissima! – attraverso quelle labbra nuove,
più sconvolgenti e più belle,

infonderti
il mio veleno, sorella!

Baudelaire

Ai Poveri di spirito

 

Se ti rivivi, cosa ti correggi?
ebbene niente: sono riboccante di torturanti
rimorsi,
o donna mia: sono un’orripilante enciclopedia di cazzate incoglionate, di
semicriminali supergaffes:

e furono, i miei anni, un inimitabile campionario di irrimediabili
refusi
esistenziali:
ebbene, non ritoccherei una virgola sola, un puro punto solo: avrei
terrore
dell’effetto domino.

Ti modifichi un gesto, una parola: ti rifai, tanto per fare,
il nodo
alla cravatta: ma che dico? ti tagli via, da una narice, un giorno, un pelo
appena in più,
non altro: e ti giuochi un destino – il destino: et tout se tient.

Edoardo Sanguineti