Le nove porte

Sogno d’averti notte e giorno fra le braccia
odoro la tua anima che sa di lillà
Oh porte del tuo corpo
sono nove e le ho aperte tutte
oh porte del tuo corpo
sono nove e per me si son tutte richiuse
Alla prima porta
la Chiara Ragione è morta
fu ti ricordi il primo giorno a Nizza
il tuo occhio di sinistra scivola come una biscia
fino al mio cuore
e ancora si riapra la porta del tuo sguardo di sinistra
Alla seconda porta
tutta la mia forza è morta
fu ti ricordi in una locanda a Cagnes
il tuo occhio di destra palpitava come il mio cuore
le tue palpebre battono come batte la brezza un fiore
e ancora si riapra la porta del tuo sguardo di destra
Alla terza porta
ascolta batter l’aorta
e tutte le mie arterie gonfie soltanto del tuo amore
e ancora si riapra la porta del tuo orecchio di sinistraAlla quarta porta
ogni primavera mi scorta
e teso l’orecchio ascolta dal bel bosco
salire questa canzone d’amore e di nidi
così triste per i soldati in guerra
e ancora si riapra la porta del tuo orecchio di destraAlla quinta porta
è la mia vita che ti regalo
fu ti ricordi in treno di ritorno da Grasse
e nell’ombra vicino vicino pian piano
la bocca tua mi diceva
parole di dannazione così perverse e tenere
ch’io mi domando o mia anima ferita
come allora potei senza morire udirle
o parole così dolci così forti che quando ci penso mi sembra di toccarle
e ancora si apra la porta della tua bocca

Alla sesta porta
la putrida tua gravidanza o Guerra abortisca morta
ecco tutte le primavere in fiore
ecco le cattedrali col loro incenso
ecco le tue ascelle col loro divino odore
e le tue lettere profumate ch’io fiuto
per ore e ore
e ancora si riapra la porta della tua narice di sinistra

Alla settima porta
o profumi del passato che un soffio d’aria trasporta
effluvi salini davano sapor di mare al tuo labbro
odore marino odor d’amore sotto le nostre finestre moriva il mare
e l’odore degli aranci t’avvolgeva d’amore
tutta rannicchiata fra le mie braccia
quieta e dolce e tenera
e ancora si riapra la porta della narice di destra

All’ottava porta
due angeli paffuti vegliano su rose tremanti che sopportano
il cielo delizioso delle tue reni elastiche
ed eccomi armato d’una frusta fatta di raggi di luna
gli amorini incoronati di giacinto arrivano a schiere
e ancora si riapra la porta del tuo sedere

Alla nona porta
bisogna che l’amore stesso ne esca
vita della mia vita
mi unisco a te per l’eternità
e attraverso l’amore perfetto e senza collera
giungeremo nella passione pura o perversa
come meglio si vorrà
a saper tutto a veder tutto a udire tutto
ho rinunziato a me stesso nel segreto profondo del tuo amore
o porta ombrosa o porta di vivo corallo
fra le due colonne di perfezione
e ancora si riapra la porta che le tue mani sanno così bene aprire.

E tu nona porta più misteriosa ancora
Che t’apri tra due montagne di perle
Tu più misteriosa ancora delle altre
Porte dei sortilegi di cui non si osa parlare affatto
Anche tu appartieni a me
Suprema porta
A me che porto
La chiave suprema
Delle nove porte
Oh porte apritevi alla mia voce
Io sono il padrone della Chiave.

 Guillaume Apollinaire

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