Indecenza

E’ liturgia

sentire che mi sfrangi i capelli ciocca a ciocca

nel buio che profuma solo di follia – la mia

La tua carne non ha odore di nulla

– l’ho annusata bene, come una gatta inquieta –

se non di quella santità dei ceri accesi

messi a scolare goccia a  goccia

– una preghiera di piacere

e di quel sangue vivo che scorre senza freni.

La chiamano indecenza, io la chiamo tutti i toni della passione,

e invece di implorarti quel briciolo di saggezza

rimasto indenne da tutti tuoi anni

ti prego: adesso, continua.

Lunabionda

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