Sull’orlo della mia malinconia

Passeremo dolci domeniche
Più dolci di quanto lo sia il cioccolato
Giocando tutti e due al gioco delle anche
A sera sarò a pezzi
Tu sarai pallida con le labbra bianche

Un mese dopo tu partirai
Scenderà la notte sulla terra
Invano tenderò verso di te le braccia
Maga di mistero
Mia Circe sparirai

Dove te ne andrai tesoro mio
A Parigi in Svizzera oppure
Sull’orlo della mia malinconia
Questo mediterraneo flusso
Che mai mai si dimentica
Guillaume Apollinaire
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Stay with me

Tieni la testa ferma sopra il ceppo,
bella signora,
e non illuderti
non sono uno che si innamora.
Hai dato il cuore a chi
nel tuo sorriso ci ha messo il pianto,
ma la mia accetta sai
fa meno male di un tradimento.
Tu sei colpevole
sei stata debole, mia signora,
e adesso odiami
così combatterai la paura

Indecenza

E’ liturgia

sentire che mi sfrangi i capelli ciocca a ciocca

nel buio che profuma solo di follia – la mia

La tua carne non ha odore di nulla

– l’ho annusata bene, come una gatta inquieta –

se non di quella santità dei ceri accesi

messi a scolare goccia a  goccia

– una preghiera di piacere

e di quel sangue vivo che scorre senza freni.

La chiamano indecenza, io la chiamo tutti i toni della passione,

e invece di implorarti quel briciolo di saggezza

rimasto indenne da tutti tuoi anni

ti prego: adesso, continua.

Lunabionda