Per il poeta che non può cantare

Ad Heathcliff, al mio fratello, o piuttosto padre, la sua sorella o piuttosto figlia

Per il poeta che non può cantare
per l’operaio che ha perso il suo lavoro
per chi ha vent’anni e se ne sta a morire
in un deserto come in un porcile

per il bastardo che sta sempre al sole
per il vigliacco che nasconde il cuore
per la nostra memoria gettata al vento
da questi signori del dolore

chiamami ancora amore

chiamami sempre amore

ché questa maledetta notte
dovrà pur finire
perché la riempiremo noi da qui
di musica e parole.

Roberto Vecchioni

Ph Laura Makabresku

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