Dell’Incomunicabilità

Boris, ti scrivo lettere sbagliate. Quelle vere non toccano la carta. Oggi, ad esempio, accarezzando lungo il cammino degli arbusti spinosi in fiore come si accarezza un cane altrui – ecco, oggi, ho parlato ininterrottamente con te. Quando diventavi troppo pensieroso, ti prendevo con entrambe le mani la testa e te la voltavo: guarda!

La “mia” Marina Cvetaeva, da una lettera a Boris Pasternak

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