Una settimana fa

Questo posto puzza di carne troppo cotta, fettine di manzo grondanti disattenzione.
Ho il vomito in canna, ho fumato troppo e non dormo abbastanza.
Una settimana fa a quest’ora ero tra le sue braccia bugiarde, respiravo il suo profumo doloroso, riempiva l’aria della mia stanza e le lenzuola del mio letto con il suo, il suo respiro saturava l’ambiente. Quanto avrei voluto che si scordasse come si respira, volevo che il semplice movimento meccanico ed involontario dei polmoni  gli diventasse impossibile senza di me!

Adesso invece sono qui e sembrano passati anni, il telefono è vicino a me ed è acceso, la grande città che non è la mia vive e si muove e si contorce sotto i miei piedi, sotto le mie mani, plasma le sue tante storie e stasera anche la mia, forse ridicola, forse assurda.
Non so perché il telefono è acceso, non so cosa spero, non voglio sperare niente, non voglio credere a niente. Vorrei uscire dalla finestra nel cuore della notte, arrampicarmi sull’impalcatura che c’è di fronte alla finestra e mettermi a passeggiare incurante sulle teste altrui.

Una settimana mi lasciavo rassicurare dalle sue parole e mi facevo scopare forte, quasi per scacciare i presagi nello stomaco.
Adesso sono qui con questi fogli, la sveglia che batte troppo forte le sue ragioni, i pensieri a manetta e questo letto vuoto  che cigola vecchiaia e non ho lacrime, non ho sorrisi, non ho paure né speranze, né dolori.
E mi chiedo quanto durerà.

Cit. dal web

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