Storie di ordinario dis-amore

Si racconta, nella biografia di Loulou de la Falaise, musa e amica di Yves Saint Laurent, che quando il suo uomo la lasciò in modo brutale e vile – con una scritta di rossetto sullo specchio del bagno – lei uscì di casa e attraversò a piedi tutta Parigi per comprare un’accetta. Per fare a pezzi il letto della sua camera, dove dormiva insieme a lui, non potendo fare a pezzi lui.

Lunabionda

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Farfalle di sogno

“Amo tre cose”, dico allora.
“Amo il sogno d’amore di un tempo, amo te e amo quest’angolo di terra.”

“E cosa ami di più?”

“Il sogno.”

Knut Hamsun

Per il poeta che non può cantare

Ad Heathcliff, al mio fratello, o piuttosto padre, la sua sorella o piuttosto figlia

Per il poeta che non può cantare
per l’operaio che ha perso il suo lavoro
per chi ha vent’anni e se ne sta a morire
in un deserto come in un porcile

per il bastardo che sta sempre al sole
per il vigliacco che nasconde il cuore
per la nostra memoria gettata al vento
da questi signori del dolore

chiamami ancora amore

chiamami sempre amore

ché questa maledetta notte
dovrà pur finire
perché la riempiremo noi da qui
di musica e parole.

Roberto Vecchioni

Ph Laura Makabresku

Riesci a vedere?

Riesci a vedere? Riesci a vedere? Riesci a vedere? Ripeteva come un mantra una ragazza veggente in un film (Minority report). Vedo, vedo, adesso riesco a vedere… che passare del tempo a gettarele  perle ai ciechi di spirito e di mente è un imperdonabile spreco di vita, di grazia e di virtù. Che spargere fuoco dove esiste solo il gelo perenne dei cuori in inverno è stato un inutile regalo. Che chi offende la bellezza con ottusa stupidità, non è degno di me.
Non c’è peggior cieco di chi non sa “vedere”.

 

Lunabionda

Dell’Incomunicabilità

Boris, ti scrivo lettere sbagliate. Quelle vere non toccano la carta. Oggi, ad esempio, accarezzando lungo il cammino degli arbusti spinosi in fiore come si accarezza un cane altrui – ecco, oggi, ho parlato ininterrottamente con te. Quando diventavi troppo pensieroso, ti prendevo con entrambe le mani la testa e te la voltavo: guarda!

La “mia” Marina Cvetaeva, da una lettera a Boris Pasternak

La passione non ottiene mai perdono

 

Ri-Pensando a te…

Scordiamo le parole, le parole:
quelle tenere, dure, capricciose,
quelle dolci di miele, quelle oscene,
quelle di febbre e fame, le assetate.
Lasciamo che il silenzio dia senso
al pulsar del mio sangue nel tuo ventre:
che parola o discorso può mai dire
“amare” nella lingua del mio seme?

Josè Saramago

Ph Laura Makabresku

Cosa resta

Cosa resta?

Mezzo chilo di zucchine in frigo da buttare via, per un piatto di lasagne che non verrà fatto mai.

Lo sguardo alla finestra a volte perso nella folle idea di veder comparire una macchina scura dalla targa strana,

compagna di tanti viaggi del corpo e della mente, che sembravano il preludio di una vita fatta di viaggio, di emozioni, di condivisione, di passione, di sesso, di amore.

Due preservativi mai usati nel cassetto del comò, perchè alla passione non si comanda, ma si dovrebbe invece comandare.

Una piccola conchiglia, raccolta sulla spiaggia in una giornata di perfetta felicità, simbolo di una rinascita divenuta invece solo un’altra piccola morte.

E la domanda che non avrà mai risposta: perchè sei andato via, rompendo il mio forse ultimo sogno. E dove hai messo il mio amore, in quale cassetto da chiudere a chiave e da dimenticare, tu che sei stato l’amore mio.

Lunabionda

Sono fumo

 

“Diciamocelo, sono stata di passaggio.
Un lusso. Una scialuppa rosso fuoco nella cala.
Sono fumo, cozze fuori stagione.

Ti restituisco il cuore.
Io sono un acquerello,
mi dissolvo.”


Anne Sexton