Più di così

L’amore vuole tutto,

e ha ragione.

 

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Ho una solitudine così…

 

Ad Heathcliff e a Me stessa

Ho una solitudine
così affollata
così piena di nostalgie
e di volti di te
di congedi passati
o baci benvenuti
alla prima occasione

e in ultimo termine
ho una solitudine
così affollata
che posso organizzarla
come fosse un corteo
per colori
misure
e promesse
per epoche
per tatto
e per sapore

senza esitare
mi abbraccio alle tue assenze
che vengono e mi assistono
col mio volto di te
sono pieno di ombre
di notti e desideri
di molte risa e qualche
disappunto
i miei ospiti accorrono
giungono come sogni
con i loro rancori
l’assenza di purezza

io metto una scopa
dietro la porta
perché voglio stare solo
col mio volto di te
ma il volto di te
guarda da un’altra parte
con gli amorosi occhi
che non m’amano più
come viveri
che cercano la fame
guardano e guardano
e spengono il mio giorno

i muri se ne vanno
resta la notte
la nostalgia va via
non resta nulla
il mio volto di te
ormai chiude gli occhi
ed è una solitudine
tanto desolata.

Mario Benedetti

Diario di Luna, 21

Senti, ci sono un uomo e una donna. Un giorno si incontrano, ma non si trovano. Solo che lei lo ha notato. E anche lui ha notato lei. Lo sanno tutti e due che dovrà succedere. Fanno l’amore, e per una notte intera, si dimenticano di quelle dieci milioni di cose che fanno pensare alla gente: io non amo questa persona, io non desidero questa persona, io non conosco questa persona. E invece, è tutto perfetto, insieme sono perfetti. E non c’è assolutamente niente altro da capire.

Solo che ora lui comincia a dimenticarsi quella notte, e chi lo sa, prima o poi se la dimenticherà anche lei…

Così, potresti trasmettere di nuovo quella canzone, nella speranza che questo sentimento possa durare, e non autodistruggersi?

 

Come il gelo dal fuoco

… perchè Heathcliff è più me stessa di quanto io non lo sia. Di qualunque sostanza siano fatte le anime, la mia e la sua sono uguali, mentre l’anima di Linton è diversa dalla mia come un raggio di luna dal lampo, o il gelo dal fuoco.

Emily

(Bronte)

E mi sei carne

Mentre cala la sera

e trema l’ultima luce del giorno

t’appartengo, m’appartieni.

Il tuo corpo è calore che cola

nella mia terra sterminata,

la voce un gemito rubato all’Eden,

lame affilate le tue dita,

mentre mi precipiti

nell’abisso senza tempo,

aggrappato alle mie viscere

che non hanno confini

come il desiderio di noi,

pura lussuria,

sfrenata dolcezza che ci inghiotte.

E mi sei carne.

Lunabionda

Di che cosa soffri?

Di che cosa soffri?

Dell’irreale intatto dentro il reale devastato.

Di quanto fu scelto e non toccato, dalla sponda del balzo alla proda raggiunta, del presente irriflesso che scompare. Di una stella che si è accostata, folle, e sta per morire prima di me.

René Char

 

Scon-Sacrazione

Di colpo arriva il temporale, la grandine che violenta il terreno, lo smalto blu che mi si sfalda mentre mi spingi contro il muro di una chiesa di montagna.

E sotto il lago, i boschi, e in mezzo, in quell’anfratto, finestre e grate con catene rosso ruggine che macchiano la mia camicia bianca di vergine impura, il pulsare del sangue mi dà alla testa, mi blocca il peso del tuo corpo e lascio fluire tutto ciò che è fuoco perversione follia, voglio immolarmi sull’altare di questa passione insaziabile come me, come te, che sei simile al fluire del tempo all’infinito, simile al fuoco, all’acqua, al ventre di mia madre.

E ti amo, e ti vorrei sempre conficcato dentro come una croce profana nella carne, come se il tempo fosse sempre fermo e noi, gli unici ad esistere, proprio come su quella chiesa di montagna.

Lunabionda

 

A ferro e fuoco

La Luna innamorata

Non t’amo se non perché t’amo
e dall’amarti a non amarti giungo
e dall’attenderti quando non t’attendo
passa dal freddo al fuoco il mio cuore.

In questa storia solo io muoio
e morirò d’amore perché t’amo,
perché t’amo, amore, a ferro e fuoco.

 

Neruda