Vuota il tuo sacco, su, parla poetessa

Perché tu non mi veda-
in vita-di spinosa invisibile
siepe mi circondo.

Perché tu non mi senta-
in notte-nella senile scienza
del riserbo mi cimento.
In mormorio-mi stringo,
di sussurri mi bendo.

Perché tu troppo non fiorisca
in me-tra libri,tra boscaglie
vivo-ti affondo.

Di fantasie ti cingo
fantasma-ti sricordo.

La Mia, e più amata Poetessa, Marina Cvetaeva

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Hi, Heathcliff, it’s me

Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a chiederti del nostro amore,
a quella gente consumata nel farsi dar retta,
un amore così lungo
tu non darglielo in fretta

non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell’amore
dopo l’amore così sicure a rifugiarsi nei “sempre”
nell’ipocrisia dei “mai”,

non sono riuscito a cambiarti
non mi hai cambiato, lo sai.

E dietro ai microfoni porteranno uno specchio
per farti più bella e pensarmi già vecchio
tu regalagli un trucco che con me non portavi

e loro si stupiranno
che tu non mi bastavi,

digli pure che il potere io l’ho scagliato dalle mani
dove l’amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni
per ritornare dopo l’amore
alle carezze dell’amore,
era facile ormai

non sei riuscita a cambiarmi,
non ti ho cambiata, lo sai.

Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre
i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro
i tuoi occhi assunti da tre anni
i tuoi occhi per loro,

ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo
o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo
e troppo stanchi per non vergognarsi
di confessarlo nei miei
proprio identici ai tuoi,

sono riusciti a cambiarci
ci son riusciti, lo sai.

Ma senza che gli altri non ne sappiano niente
dimmi senza un programma dimmi come ci si sente,
continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito
farai l’amore per amore

o per avercelo garantito,

andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori
o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori
o resterai più semplicemente
dove un attimo vale un altro
senza chiederti come mai,

continuerai a farti scegliere
o finalmente sceglierai.

Ma dopo un tale amore…

“Ma dopo un tale amore… non possono più amare.” Chissà se è davvero così…

 

Assurdo cosa accadde

Una volta uscito da quella stanza

Trasformazione radicale

Di tutto il mio universo

Il cuore in pezzi separati

Nel petto conservati

Come i frammenti degli specchi

Su cui rifletto mille volti

Che posson scegliere, desiderare, idolatrare, venerare, provar piacere carnale

Ma dopo un tale amore…

Non possono più amare.

Morgan

Diario di Luna, 13

E’ l’ora delle grandi verità: coloro che non sanno tenersi vicino, in qualunque modo possibile, le persone che gli vogliono bene, sono delle teste di cazzo. Non conta intelligenza nè cultura, sempre teste di cazzo restano. Perchè non hanno mai capito che la vita è solo un soffio. E se non hai capito questo, della vita non hai capito veramente niente. E che non lo abbia capito uno che sta su una carrozzina e con una malattia mortale, è veramente grave, cazzo.  Ops. Scusate il francesismo, sono molto francese ultimamente.
Amen.

Lunabionda

La sposa era in nero

 

“Io sono un killer, un assassino bastardo, tu lo sai. E ci sono delle conseguenze quando spezzi il cuore a un assassino bastardo. La mia reazione è stata così sorprendente?”

“Si, lo è stata. Potevi fare una cosa del genere? Certo che potevi… ma non avrei mai creduto che avresti voluto e potuto farla a me.”

“Mi dispiace molto, Kiddo: ti sei proprio sbagliata.”