Non saprai mai cosa brucio

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Non saprai mai cosa brucio, cosa perdo
-muto arresto di cuori!-
sul tuo petto vuoto, tenero, bollente,
mio arrogante caro!

Non saprai mai di quali non-nostre
bufere hai leccato le ferite!
Fai bene a prendere alla cieca. Per simili vittorie
le braccia possono staccarsi dalle spalle!

Non guardare! Sotto le foglie che cadono siamo
noi stessi la caduta!
Ti stendi? Mi stendo. Sto bene. Sto buona.
Come corpi alla guerra: in fila
e in armonia.

In questa folle corsa di alberi insonni
qualcuno è calpestato a morte.
Che la tua vittoria è disastro di legioni-
lo sai, giovane Davide?

Marina Cvetaeva

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