Eppure

 

Ogni giorno rassomigli di più

al cadavere che un giorno diventerai

eppure ti amo sempre.

Sartre

Ph Laura Makabresku

 

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Il male di vivere

Io sono verticale,

Ma preferirei essere orizzontale.

Non sono un albero con radici nel suolo
succhiante minerali e amore materno
così da poter brillare di foglie a ogni marzo,
né sono la beltà di un’aiuola
ultradipinta che susciti grida di meraviglia,
senza sapere che presto dovrò perdere i miei petali.
Confronto a me, un albero è immortale
e la cima di un fiore, non alta, ma più clamorosa:
dell’uno la lunga vita, dell’altra mi manca l’audacia.

Stasera, all’infinitesimo lume delle stelle,
alberi e fiori hanno sparso i loro freddi profumi.
Ci passo in mezzo ma nessuno di loro ne fa caso.
A volte io penso che mentre dormo
forse assomiglio a loro nel modo più perfetto –
con i miei pensieri andati in nebbia.
Stare sdraiata è per me più naturale.
Allora il cielo ed io siamo in aperto colloquio,
e sarò utile il giorno che resto sdraiata per sempre:
finalmente gli alberi mi toccheranno, i fiori avranno tempo per me.

Sylvia Plath

Ph Laura Makabresku

Allo specchio

Ho capito che non sento nulla come loro e loro non sentono nulla come me… E non solo qui, all’estero: in Russia era lo stesso e ovunque è e sarà così perché quella degli altri è vita, e questa – cioè io – è stata, è, e sarà, tutta un’altra cosa.

La “Mia” Marina Cvetaeva

Da me

 

Essendo romantica, tende all’autodistruzione,

quindi per un breve momento di passione è capace di perdere completamente il senso della misura.

Cit. Vicky Cristina Barcelona, Woody Allen

Non saprai mai cosa brucio

· 

Non saprai mai cosa brucio, cosa perdo
-muto arresto di cuori!-
sul tuo petto vuoto, tenero, bollente,
mio arrogante caro!

Non saprai mai di quali non-nostre
bufere hai leccato le ferite!
Fai bene a prendere alla cieca. Per simili vittorie
le braccia possono staccarsi dalle spalle!

Non guardare! Sotto le foglie che cadono siamo
noi stessi la caduta!
Ti stendi? Mi stendo. Sto bene. Sto buona.
Come corpi alla guerra: in fila
e in armonia.

In questa folle corsa di alberi insonni
qualcuno è calpestato a morte.
Che la tua vittoria è disastro di legioni-
lo sai, giovane Davide?

Marina Cvetaeva

Diario di Luna, 15

Perchè lei non può dimenticare Heathcliff, nè accettare che non sia più suo?

Perchè non esiste nessuno al mondo che parli la stessa lingua della sua anima. Perchè di qualunque sostanza siano fatte le anime, le loro sono tremendamente simili, forse troppo simili.

Perchè Heathcliff non è solo il grande amore impossibile. E’ il suo fratellino, il suo specchio, la mezza-luna di splendore, l’altra metà di dannazione.

“Mi sono inscritta in te per la vita: una gravidanza che non si può portare a termine” scrisse Ingeborg Bachmann.

Lunabionda