Specchio interiore

Cannibalismo? No.

Direi, piuttosto, l’utopistica visione di nutrirmi di te.

Vi. 

 

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Spartito

Se un tempo ci fu

per me e per te

deve essere stato mezzo

per ciascuno

L’altra metà ce la togliemmo

l’uno all’altro

perché era troppo

Sylvia Pallaracci

Diario di Luna, 11

Vorrei sapere quand’è che hai smesso di amarmi. Se hai smesso.

Un amore che doveva spaccare la terra e il cielo, criticato da tutti, compreso solo da noi, che avremmo preso anche le ali di Icaro pur di toccare il cielo, ma non erano ali di cera.

Vorrei sapere esattamente il giorno il mese e l’ora in cui hai smesso di amarmi, l’ora in cui non sono stata più la tua Piccola.

Vorrei sapere quando e come l’amore nella sua più pura e ribelle essenza ha scelto di essere lo scempio di se stesso.

Dimmelo, perchè io non riesco a capirlo.

 Pensavo di  capirti, di sapere tutto, non per sciocca presunzione ma perchè tu sei sempre stato me.

Cosa è stato? Qualcosa che ho detto, qualcosa che ho fatto o che non ho fatto, oppure semplicemente il tuo amore aveva le ali di cera?

“Ogni giorno rassomigli di più al cadavere che un giorno diventerai, eppure ti amo sempre.”

Amo ancora il tuo cadavere, il tuo fantasma, il soffio d’aria che porta il tuo odore.

E quando desidero per rabbia che tu muoia, in fondo vorrei solo mettermi nella bara insieme a te.

Così almeno potrei rimanere con te per sempre.

Lunabionda

Io, me, Marina

 

Vivere vuol dire tagliare e infallibilmente sbagliare e poi rattoppare. Ogni volta che cerco di vivere mi sento una misera sartina che non confezionerà mai niente di bello, che riesce soltanto a far guasti e ferirsi, e che lasciando all’improvviso tutto – forbici, pezze, rocchetto – si mette a cantare.

La mia adorata Musa  Marina Cvetaeva

Depression

A letto, di notte, sto sveglia, insonne e sfinita,
con la sensazione di avere i nervi spellati e messi a nudo.
Devo essere il medico di me stessa. Devo curare questa paralisi così distruttiva, questo continuo, catastrofico rimuginare e fantasticare.

Sylvia Plath

Diario di Luna, 10

L’egoismo non ottiene mai perdono.

Dicono: Ma non ti si stringe il cuore per lui? Per come vive? No, mi dispiace ma no. Ci ho passato due anni a farlo, e senza avere neanche un briciolo di gratitudine.

Non mi si stringe più il cuore, perchè il mio si è ristretto e spaccato a causa sua. Mi si stringe il cuore per me, per la mia vita distrutta, per la mia grazia rovinata, temo, per sempre.

I “non morti e non vivi” continuano a vivere la loro finta vita raccontandosi bugie, alibi, menzogne, illusioni di finta vita per coprire la loro viltà, la loro incapacità di affrontare la vita, la loro mediocrità. Ma io non sono mediocre  e non lo sarò mai. Non meritavi il mio amore, e nemmeno il mio coraggio.  Perchè per dedicare se stessi e la propria vita a un amore impregnato di malattia e di anormalità, ci vuole non solo un grande amore, ma anche un grande coraggio. Tutti quindi devono tacere,  incluso te, perchè non sanno minimamente di cosa parlano.

Sei una persona mediocre, esattamente come la corte di gente inutile e mediocre di cui ti circondi e in cui puoi facilmente farti re. Il re dei mediocri, dei falliti dentro, degli zombie. Questa è la verità, oltre gli impulsi del cuore.

Nessuno me lo rende indietro il mio amore, nè il mio coraggio.

Ma soprattutto nessuno mi rende indietro me, quella che ero prima di te.

E mi addolora non vedere più me.

Lunabionda

 

E’ passato forse qui

È passato forse qui

Il mio amore disperato

Con due occhi tristi e languidi

Che eran pieni ancor di me

 

Uno è passato, si

Ma non era disperato

E i suoi occhi grandi e belli non ti ricordavano

Ma cantava una canzone

Per la bella gioventù

E poi dentro i sogni suoi

Non sei comparsa tu

 

Forse aveva sulle labbra

Il mio nome e un po’ di me

 

Forse sai non ci pensava

Non ti ha nominato mai

Ti sbagli

 

È passato forse qui

Il mio amore senza vita

Con le mani sue adorabili

Vuote, calde ancor di me

 

Uno è passato, si

Ma era pazzo della vita

E chi aveva tra le braccia non ti assomigliava no

E cantava una canzone

Per la bella gioventù

E poi dentro i versi suoi

Non sei comparsa tu

Mina