Eroe nero

Ho bevuto le mie lacrime calde

per riscaldare le fredde vene,

mutate da umani passi di montagna

e serpenti esposti al freddo verbo.

Ho saltato muri più alti dell’odio,

e altri distrutti con sogni vanesi,

sottostando ad ogni vile richiesta

per cercare nel domani la mia vendetta.

Ho allontanato la mia figura silenziosa

per non vedere i loro falsi sorrisi,

coprendo i miei occhi accesi di sentimenti

per viaggiare in luoghi sconosciuti.

Ora il servo da voi deriso è tornato

per avere finalmente ciò che gli spetta,

Heathcliff non sarà per voi una risata

ma una bruciante disperazione maledetta.

Davide Lucarelli, Ritorno

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Non ti lascerò mai

Hi Heathcliff, it’s me

 

Il mio fantasma vaga come aria di novembre

nelle stanze cupe dei miei ricordi,

mentre tu cammini deciso in quei corridoi

ringiovanendo le emozioni morte di un tempo.

La candela tenuta stretta nella tua mano

fa ardere le ragnatele negli angoli bui,

e io sento battere ancora questo cuore

rinsecchito come le radici del nostro giardino.

Gli alberi si muovono al ritmo dei venti gelidi

e tu osservi quella annebbiata nostalgia della natura

cercandomi tra il suolo delle ombre celate nel nero

della tua anima piena di vendetta non colmata.

La tua Catherine ti soffierà ancora parole d’amore

nelle tempeste del tuo iracondo cuore infranto,

perchè io sono la tua vita, e tu lo scrigno dorato

della mia infinita e triste passione.

Davide Lucarelli, ispirato da Cime tempestose

 

 

 

Amaro

Ognuno ha la sua condanna nella vita, volente o nolente.

La mia è stata amare Heathcliff. Il signore del fuoco e dell’ombra.

E dire che non ho mai voluto amarlo… ma non l’ho scelto io. Ha scelto l’amore per me, l’appartenenza. E non m’importa più di cosa pensi chiunque di me: da certe scelte non si può tornare indietro.

Lunabionda

Mi sono giunte le tue parole

To “Heathcliff” with love 

In questa notte d’autunno
sono piena delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua testa dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, padre
le tue parole, amore
le tue parole, amico.
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche,
le tue parole
erano uomini.

Parafrasando Nazim Hikhmet

Sei

“Si può, e si deve, restare fedeli alla passione che ci possiede.”

Nell’inverno del mio cuore sei stata l’albero fiorito,
assai più dolce parve la primavera perché tardiva;
sei il vento che soffiò la primavera
in un giardino in rovina.

William Faulkner