Nuda

“Di’, ti ricordi dei sogni?”

 

Assurdo cosa accadde

quando ti vidi per la prima volta

portavo un cuore entrando nella stanza

ma uscendo non lo avevo più:

Amore, come vetro,

lo infranse al primo colpo

Quanto tempo è passato

da quel temporale

un rimedio ti avevo dato

per le corde vocali

e tu mi hai disegnato una libellula

che dice “vola da solo”

l’avrei dovuta prendere in parola

ma io non seguo mai la prima strada…

Poi un numero di cellulare

sul quale ancora, sei anni dopo, ti fai chiamare

e da lì mille peripezie

traversate atlantiche, ultracontinentali

case nelle valigie

e valigie nei corridoi

belle scatole

da conservare

stivare

per ricordare

accumulare

nastri

carte

fotografie

passamanerie

E adesso ho voglia di contatto

di scriverti e parlarti

volgermi a te

ritornar nella tua vita

restituirti quello che mi hai dato

e nonostante il cuore infranto

da lontano…

ho voglia d’esser grato

Ieri sono stato sotto

dove adesso c’è un enorme specchio

e finalmente ho ritrovato

il disco dei Black Sabbath

se lo guardi girare può ipnotizzare

etichetta a spirale diventa un cono che sale

(sale sale sale)

tridimensionale

Era una notte golosa di musa

una candela devo avere accesa

nell’illusione di rimaterializzare

il nostro disordine speciale

di abbigliamenti

sbagliati,

casuali

odori

eterosessuali

e una vasca da bagno

e noi immersi nel vino rosso

brindare…

Assurdo cosa accadde

una volta uscito da quella stanza

trasformazione radicale

di tutto il mio universo

il cuore in pezzi separati

nel petto conservati

come i frammenti degli specchi

su cui rifletto mille volti

che posson scegliere

desiderare

idolatrare

venerare

provar piacere carnale

Ma dopo un tale amore,

non possono più amare.

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From “Cathy” with love

A te che sei l’unico al mondo
L’unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo

Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro

A te io canto una canzone
Perche non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho

Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro l’aria

Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei

A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più

A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore

A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un po’

E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo

A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura

A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa

A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei

A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia

Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano

A te che sei l’unico amico che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Che riesci a render la fatica
Un immenso piacere
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita

E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande

A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei

Ma soltanto roccia

“Colui che era vivo ora è morto
Noi che eravamo vivi ora stiamo morendo
Con un po’ di pazienza”

Dopo la luce rossa delle torce su volti sudati
Dopo il silenzio gelido nei giardini
Dopo l’angoscia in luoghi petrosi
Le grida e i pianti
La prigione e il palazzo e il suono riecheggiato 
Del tuono a primavera su monti lontani
Colui che era vivo ora è morto
Noi che eravamo vivi ora stiamo morendo
Con un po’ di pazienza

Qui non c’è acqua ma soltanto roccia
Roccia e non acqua e la strada di sabbia
La strada che serpeggia lassù fra le montagne
Che sono montagne di roccia senz’acqua
Se qui vi fosse acqua ci fermeremmo a bere
Fra la roccia non si può né fermarsi né pensare
Il sudore è asciutto e i piedi nella sabbia
Vi fosse almeno acqua fra la roccia
Bocca morta di montagna dai denti cariati che non può sputare.

Thomas S. Eliot, da La terra desolata

Partita a scacchi

“Mi parli di lui, del suo ex.”

“Beh lui era… era speciale, e sexy. Ma mi sembrava sempre di stare giocando una partita in cui non conoscevo mai le regole del gioco, e cambiavano sempre.”

“Quindi lei giocava?”

“Io? No. Era lui, che giocava.”

Cit. Sex and the City

Olio

“Sai, ogni volta che resti delusa da me è come se ogni piccola ferita diventasse una ferita grande che si allarga sempre di più come una macchia d’olio, all’infinito” disse un tempo Heathcliff, in un pomeriggio d’estate.

“Bravo, infatti è stato proprio così. E’ sempre così. Ed è stata proprio questa la causa per cui noi due finimmo. Quella macchia d’olio che si è espansa all’infinito è stata, e non la tua fuga. Rimarrai solo… Tu, non io” Catherine risponde parlando a se stessa. Amaramente.

Lunabionda

Temporale

La voce dentro grida e quando è così stronza preme
Le lascio dire tutto, stavolta andrà come viene
Il cielo si spalanca dopo che la pioggia piange
Si poggia sulle facce, pesante
Distendo le mie gambe qui seduto in riva all’argine
Con una profezia sulla voragine
Così convinto che si stia per compiere
E provo a immaginare dove il fiume andrà
Costretto a digiunare per necessità
Per ritrovare me
Lo lascio scorrere

Tu vuoi sapere adesso dove sono
Sono solo in mezzo al temporale
Né un ombrello né un accappatoio
Mi protegge dal male
Queste mani dicono chi sono
Se mi volto so che niente è uguale
Questo amore che a volte imprigiono
Mi protegge dal male

E te lo giuro sul mio nome, certa rabbia so che faccia ha
Ne ho la carne tra i canini e sto assaggiando che segreti sa
Ribadisci che l’indifferenza cieca miete vittime
Ed ora so perché mi dovrei proteggere
Le gocce di sudore sulla polvere
La volontà che gronda dalla fronte che
Racconterà di me, che amavo correre

L’inusitato cliché della mia confessione
Grasso e benzina incendiano l’aria
Puoi sentirne l’odore
La terra si muove