Heroes

Se mi stacco da te, mi strappo tutto.

Ritorno in me quando ritorno in te (e mi ritrovo i pollici e i polmoni).

E. Sanguineti

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Della passione

… perchè lui è più me stessa di quanto io non lo sia. Di qualunque sostanza siano fatte le anime, la mia e quella di Heathcliff sono uguali, mentre l’anima di Linton è diversa come un raggio di luna dal lampo, o il ghiaccio dal fuoco.

Emily

Letteratura e vita

Sono appena ritornato da una visita al mio padrone di casa, il solo vicino col quale avrò a che fare. Che posto magnifico è questo! Credo che in tutta l’Inghilterra non avrei potuto scegliermi un altro posto più lontano dalla frenesia della vita civile. È un vero paradiso per i misantropi; e il signor Heathcliff ed io siamo i tipi adatti per condividere questa solitudine. Un uomo veramente straordinario! Non immaginava certo quale viva simpatia sentissi per lui quando vidi i suoi occhi neri ritrarsi così sospettosamente sotto le ciglia al mio avanzare a cavallo, e le sue mani scomparire nella profondità del panciotto, con gelosa risolutezza, all’annuncio del mio nome.
“Il signor Heathcliff?” dissi.

Emily Bronte

Blasfema

“I miei più grandi dolori in questo mondo sono stati i dolori di Heathcliff; io li ho scrutati, e sentiti tutti uno per uno, sin dal principio: il mio principale pensiero nella vita è lui. Se tutti gli altri perissero e lui restasse, anch’io continuerei ad esistere: e se tutti gli altri restassero e lui fosse annientato, l’universo mi diventerebbe totalmente estraneo. Il mio amore per Heathcliff assomiglia alle rocce eterne là sotto: una sorgente di poca gioia visibile ma necessaria. Nelly, io sono Heathcliff!”.  Dopo queste parole, non è più importante se Cathy sceglie di sposarsi con un altro; quell’atto istituzionale e pubblico è completamente secondario rispetto al rapporto passionale che la unisce a Heathcliff.

La passione è radicalmente anti-istituzionale. Paragonabile solo all’amore che si deve approvare per la Divinità, amore che si esprime come assoluto perché è in rapporto con un assoluto, la passione di Cathy per Heathcliff è “blasfema”.
La passione assoluta è tragica, giacché non c’è possibilità di ricomposizione istituzionale, domestica o sociale dell’amore. La passione non vuole né il matrimonio, né il possesso fisico del proprio oggetto: questo desiderio, che pure esiste, è secondario rispetto all’assoluto. Nella passione non c’è felicità, ma fusione, o morte.

Beatriz Sarlo

Per ombra e per fuoco

Rivedere il “suo Heathcliff” fu per lei come una boccata d’ossigeno, come darsi un po’ di pace da uno stato di lutto senza fine, come aggrapparsi ad una zattera di legno marcio dopo una lenta agonia. Perchè gli amori più grandi, quando sono spezzati, non finiti ma spezzati, somigliano a lente e inesorabili agonie. Vorresti fare qualcosa, fuggire via, ma ti accorgi che non puoi. Non solo non vuoi, proprio non puoi, non è in tuo potere fuggire.

Lei lo guardò nei suoi grandi occhi marroni e per pochi minuti le sembrò che nulla fosse cambiato dai giorni in cui lui la chiamava con quel nomignolo che le piaceva tanto, dai giorni in cui gli poggiava la testa sulle ginocchia lasciandosi cullare, e pensò che la luce dei suoi occhi fosse solo offuscata da un velo di tristezza, ma brillasse ancora sempre e solo per lei. Le sembrò di specchiarsi di nuovo perfettamente nel suo specchio, come lui nel suo; gli aveva sempre detto che stare con lui era come vedersi in uno specchio, e viceversa.

Ma poi, rientrando nel mondo reale che nessuno spazio poteva più concedere a quel vecchio ma sempre sotterraneo sogno che li aveva legati, a quel fuoco che arde nell’ombra, capì che l’amore di Heathcliff per lei non era abbastanza forte. O coraggioso, o profondo. Non era più il suo Heathcliff, anche se in fondo lo era ancora. Lo guardò nei suoi profondi occhi cangianti che tanto l’avevano rapita dalla prima volta che l’aveva visto, e comprese che non avrebbe mai potuto edificare nulla di costruttivo con lui,  perchè lui, non desiderava più nessuna costruzione nella vita, lui voleva solamente lasciarsi trascinare dalla corrente senza desiderare più nulla.

Luna guardò dentro il suo specchio, lui: l’indimenticato, l’eccelso, l’impossibile, e capì che l’amava ancora, e disperatamente. L’amava ancor di più di quanto l’avesse mai amato fino a quel momento, forse perchè si ama ancora più visceralmente tutto ciò che sfugge di mano, ciò che è destinato a morire. E nello stesso momento in cui lo pensava, capì che ormai non poteva fare altro che dimenticarlo. Ma senza dimenticarlo mai.

Lunabionda