Appartenenza (ultima parte)

 

Al mio Heathcliff, ora e per sempre

Ho sognato di dormire il mio ultimo sonno accanto a lui, con il cuore finalmente immobile e la guancia gelida contro la sua. E se l’avessi trovato dissolto in polvere, avrei sognato di dissolvermi con lui, ed essere ancora più felice!  Me l’aspettavo, quando ho scoperchiato la bara. Ma sono felice che non inizi a farsi polvere fino a quando potrò esserci anch’io.

Parafrasando Emily Bronte

Ph Laura Makabresku

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In amore e in morte (Sempre accanto)

Il giorno che fu seppellita ci fu una tormenta di neve. Quella sera andai al cimitero. Solo, e consapevole che l’unico ostacolo tra noi erano due metri di terra, mi dissi: ‘Voglio stringerla ancora fra le braccia. Se è fredda, penserò che è questo vento del nord a gelare me, e se è immobile, penserò che dorme.’ Presi una pala dal capanno degli attrezzi e cominciai a scavare con tutte le mie forze, finchè la sentii raschiare contro la bara, allora caddi in ginocchio e mi misi all’opera con le mani. Il legno cominciò a cedere intorno alle viti, e stavo per raggiungere il mio obiettivo quando mi sembrò di sentire un sospiro sopra di me, come se qualcuno fosse chino sull’orlo della fossa. ‘Se solo riuscissi ad aprirla’ mormorai. ‘ Magari potessero seppellirci entrambi!’

E con la forza della disperazione tentati di sollevare il coperchio. Sentii un altro sospiro, più vicino. Mi sembrò che un alito caldo si mescolasse al vento carico di nevischio.  Come quando al buio si avverte con assoluta certezza l’avvicinarsi di una persona pur non potendo riconoscerla, allo stesso modo sentii che Catherine era là: non sotto di me, ma sopra. Un’improvvisa ondata di sollievo sgorgò dal mio cuore e si diffuse in tutto il corpo. Interruppi quel macabro lavoro sentendomi all’improvviso indicibilmente consolato. Cathy era accanto a me, e rimase al mio fianco mentre riempivo la fossa e tornavo a casa.

Emily Bronte

Autoritratti

Catherine si sedette di fronte a lui, e non gli staccava gli occhi di dosso, come timorosa di vederlo sparire da un momento all’altro. Heathcliff, invece, solo di rado alzava gli occhi verso di lei, limitandosi a qualche occhiata fugace, ma ognuna rifletteva, sempre più sicura, la gioia che la sua semplice presenza gli comunicava.

“Domani lo crederò un sogno!” lei esclamò. “Non mi sembra vero di vederti, e toccarti, e parlarti di nuovo… eppure, crudele Heathcliff, non meriti quest’accoglienza. Sparire per tanto tempo, e senza mai pensare a me!”

Emily Bronte

 

Allo specchio (Heathcliff, mio Caro)

Allontanato? Separazione?! Chi potrà separarci? Incontrerebbe il destino di Milone, quello che morì sbranato dai cani. Niente e nessuno potrà mai separarmi da lui finchè avrò vita; tutto il mondo creato, famiglia, amici, amanti potrebbero scomparire adesso prima che io acconsenta a dimenticare Heathcliff. Lui è più me stessa di quanto io non lo sia, e nonostante sia un amore senza speranza, proprio per questo non avrà mai fine… Perciò, Heathcliff, mio caro, mio piccolo gatto con gli artigli, mio signore, fratello, amico, amante, resta sempre vicino a me, non fuggire più, così come non fuggiresti mai una parte di te. Dimmi cosa desideri da me ed io lo farò, incluso continuare ad amarti da lontano, nel segreto, nell’ombra, e nelle tue tenebre, perchè non posso vivere senza la mia anima. Non posso vivere senza colui che canta alla mia anima. Rimani sempre con me, assumi qualsiasi forma, e io ti amerò, e mi amerai, anche con un oceano di distanza. Perchè non si smette mai di amare il proprio specchio.

Lunabionda (Wuthering heights inspiration)

Ph Laura Makabresku

Nel mio diario

Sono andata a cercarlo nella notte, spinta solo dal vento insfidabile della mia solenne oltremisura. E ho guidato sotto i raggi di una luna intermittente, trascinando con me fumo, asfalto e lacrime.

Portando dentro di me la sensazione che stavolta sarei stata capace d’amore tutta la vita, un amore che non avrebbe conosciuto tregua… per Lui, solo per Lui…

Ciò che è iniziato non conosce fine, come la sottile ferita di un bisturi nell’anima.

Quella sera sono uscita di casa credendomi pazza, ma la follia l’ho incontrata là fuori. Lei se ne stava lì, smisurata, ad aspettarmi dietro quell’angolo…

Sylvia Pallaracci

La parola è un’ala del silenzio

“Sarà sincera la vostra inconsapevolezza, ma io vedo chiaramente che siete ancora innamorato di quella donna.

“Innamorato? Io?”

“Amavate quella donna, e per di più l’amate ancora, e disperatamente. Altrimenti come avreste potuto trattarla così crudelmente, se non ve ne foste tanto spaventato?”

“Io la amo… io la odio… La mia vita è solo un tormento. Beh, ma forse potrei… riconquistarla. Non vedo perchè no.”

“Ve lo dico io perchè: perchè quando si mira dritto al cuore di una donna, o una donna mira al cuore di un’altra, la ferita è, indelebilmente, mortale.”

Laclos, Le relazioni pericolose 

Ph Laura Makabresku

 

Dichiarazione

 Hey, Heathcliff, it’s me
Farò l’estate quando piove
nei giorni grigi di novembre
inventerò parole nuove
per alternarmi ai suoi silenzi
saprò cambiare la mia vita
seguendo il ritmo della sua
trovando il punto di equilibrio
dei sentimenti
per lei
per lei
per lei
andrò a cercare nei miei sogni
le chiavi che apriranno i suoi
per imparare a rispettare
questa inquietudine fra noi
poi strapperò dalle mie labbra
le cose che non osavo dire
per cancellare tutti i suoi dubbi
e le sue paure
per lei
per lei
per lei
io me ne andrò ai limiti
dell’impossibile per lei
per lei supererò me stesso
e mi trasformerò se vuole
saremo indivisibili
estremi indispensabili
non parleremo più di ieri
farò di noi il mio domani
certo soltanto per amarci
forse per non morire mai
per lei
per lei
per lei
io me andrò ai limiti
dell’impossibile per lei
per lei supererò me stesso
e mi trasformerò se vuole
saremo indivisibili
estremi indispensabili
per lei
il tempo io lo fermerò
per dare un po’ d’eternità
a quei momenti che troppo presto
se ne vanno via
per lei
per lei
per lei.
Cocciante
Ph Laura Makabresku

Canzone per te

E poi tornare qui

riprendere la vita

dei giorni uguali ai giorni

discutere con te

tagliarmi con il ghiaccio

dei quotidiani inverni

no, non lo posso accettare

Non è la vita che avrei voluto mai

desiderato vivere

non è quel sogno

che sognavamo insieme,

fa piangere,

eppure io non credo questa sia

l’unica via per noi

Mi manchi sai

mi manchi

 

E poi tornare qui

riprendere la vita

che sembra senza vita

discutere con te e consumar così

i pochi istanti eterni

no, non lo posso accettare

che vita è restare qui

a logorarmi in discussioni sterili

giocar con te

a farsi male il giorno

di notte poi rinchiudersi,

eppure io non credo questa sia

l’unica via per noi

Mi manchi sai

mi manchi