Love song

A Vi.

Punto.

 

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Quel che resta dei giorni

Povero Catullo, basta con le illusioni:
se muore, credimi, ogni cosa è perduta.
I tuoi giorni felici li hai consumati
quando correvi dove voleva il tuo amore,
amato come amato non sarà nessuno:
nascevano allora tutti i giochi d’amore
che tu volevi e lei non si negava.
I tuoi giorni felici ormai consumati.

Ora non vuole più: e tu non volere, controllati,
non inseguirla, come un miserabile, se fugge,
ma con tutta la tua volontà resisti, non cedere.
Addio, amore mio. Catullo non cede più,
non verrà a cercarti, non ti vorrà per forza:
ma tu soffrirai di non essere desiderata.
Guardati, dunque: cosa può darti la vita?
Chi ti vorrà? Per chi ti farai bella?
Chi amerai? Da chi sarai amata?
E chi bacerai? A chi morderai le labbra?
Ma tu, Catullo, resisti non cedere.

Catullo

Se solo anche tu fossi stato di plastica

Quando ti ho dato tre fazzoletti di carta per pulirti la bocca

quando l’ultima volta ti ho chiamata, non ti sei neanche girata, eri così seria.

Eri già volata, eri nella stratosfera.

Era per amore o per un’emorragia interna.

Mi dicevi pensa quando sulla superficie terrestre

resteranno soltanto dei sacchetti di plastica svolazzanti, dei libri fotografici.

Se solo anche tu fossi stata di plastica

o di un altro materiale stabile non degradabile.

C’eravamo abbastanza amati

poi siamo volati su dei campi di grano rettangolari

non pensarmi non pensarmi

mi dicevi mentre atterravi

tra i tuoi capelli dei fiori di camomilla

dei fiori diventavano rossi

alla radio hanno detto che i nostri corpi hanno causato solo alcuni rallentamenti.

Mi hai detto solo così solo con queste esplosioni possiamo creare quei soli

che si vedono di notte in nord Europa

ma non c’ho mai capito un cazzo dei tuoi discorsi.

 

Cit.

 

 

La Musa malata

Ci deve essere un’epidemia

anche questa mia poesia appena nata

si è già bell’e malata.

Appena tu l’hai letta distaccatamente

senza fermarti e senza dirle niente

si è sentita girare un po’ la testa si è appoggiata

si è svestita si è messa a letto

dice che è malata.

Ha guardato un po’ le cose intorno distrattamente

poi ha chiuso gli occhi e non ha più detto niente

come Mimì finge di dormire

per poter con te sola restare

sta lì così melodrammaticamente

sta lì così senza dire niente

già così ridicola e disperata

appena appena nata.

La grande Vivian Lamarque

A rovescio

La Luna nello specchio del comò
scruta milioni di miglia lontano
(forse ammira orgogliosa se stessa,
ma senza sorridere mai)
guarda lontano lontano oltre il sonno,
o forse è una che dorme di giorno.

Anche se l’Universo dovesse lasciarla,
lei lo manderebbe all’inferno,
e troverebbe un corpo d’acqua
o uno specchio in cui contemplarsi.
Così avvolgi l’ansia in una ragnatela
e gettala giù nel pozzo

in quel mondo rovesciato
dove la sinistra è sempre la destra,
dove le ombre sono corpi,
dove vegliamo tutta la notte,
dove i cieli sono stretti quanto il mare è
profondo, e tu mi ami.

Elizabeth Bishop

Con questi versi…

Frasi confuse
tra le mie ultime parole
e una richiesta… stringimi a te, più forte,
resta fino alla fine. Con questi versi componi una poesia per dire addio, e ora lasciami andare, mostrandomi l’Amore.

Ora mi degraderebbe sposare Heathcliff, così non saprà mai quanto io lo ami: e non perché sia bello, ma perché lui è più me stessa di quanto non lo sia io. Di qualsiasi cosa siano fatte le nostre anime, la mia e la sua sono la stessa cosa; e quella di Linton è diversa quanto un raggio di luna da un lampo, o il gelo dal fuoco.

Emily Bronte

Ho tutte le carte in regola

Ha tutte le carte in regola

per essere un artista.

Ha un carattere melanconico,

beve come un irlandese.

Se incontra un disperato

non chiede spiegazioni,

divide la sua cena

con pittori ciechi, musicisti sordi,

giocatori sfortunati, scrittori monchi.

Ha tutte le carte in regola

per essere un artista.

Non le fa paura niente,

tantomeno un prepotente.

Questo è un miserere

senza lacrime.

Questo è il miserere

di chi non ha più illusioni.

Ha tutte le carte in regola

per essere un artista.

Detesta lavorare

intorno a un parassita,

vive male la sua vita

ma lo fa con grande amore.

Ha amato tanto due uomini,

ma per lei non esistono più.

È perché è solo un’artista

che l’hanno presa per un’egoista.

La vita è una cosa

che prende, porta e spedisce.

 Parafrasando Piero Ciampi

Tutta la bellezza deve morire

 

Capii che era lei quella che volevo fin dal primo giorno

Mentre mi fissava negli occhi e sorrideva,

Perché le sue labbra avevano il colore delle rose

Che crescono lungo il fiume, sanguigne e selvatiche

 

Quando lui bussò alla porta e si fece avanti

Il mio tremito si calmò nel suo caldo abbraccio

E con mano gentile

Asciugò le lacrime che mi scendevano lungo il viso

 

Il secondo giorno le portai un fiore

Era più bella di ogni altra donna che avessi mai visto

Le dissi: “Conosci il posto dove crescono le rose selvatiche

Così dolci, scarlatte e libere?”

 

Il secondo giorno lui arrivò con una rosa rossa

Disse: “Mi darai la tua perdizione e il tuo dolore?”

Dal mio letto feci cenno di si

Mi disse: “Se ti mostrerò le rose mi seguirai?”

 

Il terzo giorno mi portò al fiume

Mi mostrò le rose e ci baciammo

E l’ultima cosa che sentii fu una parola sussurrata

E lo vidi sopra di me con un sasso nel pugno

 

L’ultimo giorno la portai dove crescevano le rose selvatiche

Lei si distese vicino all’acqua, il vento era lieve come un ladro,

E con un bacio d’addio dissi: “Tutta la Bellezza deve morire”.

Poi mi chinai e le piantai una rosa fra i denti.

 

Nick Cave, Where the wild roses grow