E sentirmi chiamare per nome

Dino,
ho una grande malinconia, un grande amore, una parola, non so quale, da dire.
Non so quel che la vita vuole da me. Se debbo resistere in questa solitudine, in questa preghiera d’ogni istante: rinunciare a rivederti, restare per sempre con questo sapore di terra in bocca; salvarti con la mia rinuncia, col farmi amare da lontano. Aspettare la morte, quant’anni, Dio mio?
O venire, con tutta l’umiltà del mio cuore che vuoi piangere e che vuoi cantare. Che non sa nulla, di là dalla gioia di ritrovarti. Che tu rinnegherai, calpesterai ancora, e continuerà ad amarti, così…
Dino. E sentirmi chiamare per nome.

Sibilla Aleramo, una lettera a Dino Campana

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