Se mi stacco da te, mi strappo tutto

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Se mi stacco da te, mi strappo tutto:
ma il mio meglio (o il mio peggio)
ti rimane attaccato, appiccicoso, come un miele, una colla, un olio denso:
ritorno in me, quando ritorno in te: (e mi ritrovo i pollici e i polmoni).

Edoardo Sanguineti

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All’infinito

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“Tu, Donna, dimmi a chi appartieni” 

Mi scuci la bocca

in un sospiro

mentre si srotola

il tuo nome sulla lingua,

e in un istante mi trasformo in bozzolo

nei più oscuri corridoi della mia mente,

forma di donna creata

solamente

per essere avvolta all’infinito

dallo scrigno prezioso del tuo sesso.

Dovresti rinnegare Terra e Cielo

e tutti i tuoi dannati Inferni

per rendermi meno discinta.

Lunabionda (A.)

 

Passione

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T’inorgoglisce
l’odore di verde
che sguscia
e s’affila
nella curvatura dei gesti;
l’inesorabile ascesa
mi sfoglia
le labbra
contratte in impronunciabili
voci

Ti piace
sapermi  invischiata
nel miele, sentire
che anziché dibattermi
godo
la dolce prigionia
e mi lasci
bere tutta l’acqua
del vaso
fino a dispiegarmi
in un fremere d’ali
grondanti
del tuo seme.

Sylvia Pallaracci

Bianco

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Sei morto da tanto tempo.
Ma se di te sento sbiadire l’immagine ogni giorno
cosa accadrà quando non saprò più trovarti nel ricordo?
Quando non vedrò che il muro bianco dell’assenza
davanti agli occhi.
Quando sarò nel silenzio con Dio.

Giovanni Gastel

Chansonnier

Angela, Angela, angelo mio
quando t’ho detto che voglio andarmene,
volevo solo vederti piangere,
perché mi piace farti soffrire.

Volevo farti piangere,
vedere le tue lacrime,
sentire che il tuo cuore
è nelle mie mani.

Ma tu stasera, invece di piangere,
guardi il mio viso in un modo strano,
come se fosse ormai lontano.

Fragilità

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Noi siamo i vinti.
Noi che viviamo di sogni
e il tempo dell’illusione svanisce
lasciandoci tentennanti del nostro dolore.
Noi siamo i vinti
che ci crogioliamo nella nostra malinconia
e ci inebriamo di dolcezze struggenti,
nel pensiero del passato e del futuro.
Sì noi che ancora non abbiamo capito
che Dio è dalla nostra parte
e non nutriamo speranza.

Pier Vittorio Tondelli

Storie di (non) ordinaria follia

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Lui disse: non voglio e non posso più stare con te, ma vorrei, ancora e sempre, entrare in te. Con tutto il mio corpo vorrei stare dentro di te.

Lei rispose: Non voglio e non posso più stare con te, ma vorrei che tu fossi come quel personaggio di quel folle film di Almodòvar. Uno strano scienziato che si rimpiccolì dopo aver bevuto la propria pozione e non potè più congiungersi con la sua donna. Allora decise di entrarle dentro, e scelse la sua vagina come la sua nuova casa. Per restare per sempre dentro di lei.

A.