Diario intimo, part 2

monia8L’altra notte ho fatto un sogno.

Un sogno intriso di una struggente dolcezza e di un alone di morte.

Senza sapere quando né perchè, sentivo che la vita lo stava lasciando, e che la morte lo stringeva nella sua ombra.

E io mi disperavo. Non per il dolore di come fare a sopravvivere senza di lui, ma per il dolore di non essere presente accanto a lui.

Avrei voluto sempre proteggerlo da ogni male, perchè amore vuol dire anche protezione.

Ma non si può salvare chi non vuole essere salvato.

Così questi tristi giorni toccano a me… e quelli che verranno.

A.

 

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Diario intimo

nero7

Credevo che l’amore fosse eterno: avevo torto.

Credevo che l’amore potesse superare tutto: mi sbagliavo ancora.

Credevo che all’amore, quando è vero e intenso, non si potesse rinunciare:

ero troppo idealista.

Credevo che senza di me non riuscisse più nemmeno a respirare:

ero troppo sognatrice.

Credevo che fosse molto forte, invece è più fragile di me.

Credevo che fosse molto generoso, invece è più egoista di me.

L’amore è cieco, l’amore è paziente, l’amore è ribelle, l’amore non avrà mai fine se ha avuto radici profonde.

Ma non può guarire certe fratture dell’anima,

e non può nulla contro il desiderio di morte.

L’amore, è un incantesimo che si paga a prezzo di sangue.

Tempi duri per i sognatori.

A.

 

Ultimo verso

mare4

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Io l’ho amata e a volte anche lei mi amava.
In notti come questa io l’ho tenuta tra le braccia.
L’ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.

Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla.
La notte è stellata e lei non è con me.
Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta. Lontano.
La mia anima non si rassegna di averla persa.

Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.
La stessa notte che sbianca gli stessi alberi.
Noi, quelli d’allora, già non siamo gli stessi.

Io non l’amo più, è vero, ma quanto l’ho amata.
La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie.
D’un altro. Sarà d’un altro. Come prima dei miei baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.

Ormai non l’ho più, è vero, ma forse l’amo ancora.
E’ così breve l’amore e così lungo l’oblio.
E siccome in notti come questa l’ho tenuta tra le braccia,
la mia anima non si rassegna d’averla persa.

Benché questo sia l’ultimo dolore che lei mi causa,
e questi gli ultimi versi che io le scrivo.

Neruda