Fuoco e rumore

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Dedicata

La trovai in una notte di fuoco e rumore
Campane selvagge suonavano in un cielo selvaggio
Sapevo che da quel momento in poi
L’avrei amata fino al giorno in cui sarei morto
E coi miei baci cacciai via migliaia di lacrime
Mia Signora dei Vari Dolori
Alcuni imploranti, alcuni presi a prestito, alcuni rubati
Alcuni messi in salvo per domani
In una notte infinita, ornata di stelle argentate
Le campane della cappella rintoccavano e rintoccavano
Mi ami? Mi ami?
Come io amo te?
Lei mi fu data perché mettessi le cose a posto
Ed io ho ammucchiato tutte le mie doti accanto a lei
Anche se sembravo inutile e piccolo
Trovai Dio e tutti i Suoi Diavoli dentro di lei
Dal mio letto lei cacciò via la bufera
Un sole di cartone splendeva sopra la sua testa
Tanto lei era piena di luce
La sua ombra azzannava capellona e pazza
Le nostre linee dell’amore si intrecciavano senza speranza
Le campane della cappella rintoccavano e rintoccavano

Bene, ci provo, lo faccio
Ma riesco solo a sbagliare, baby, lo faccio, ma sbaglio
Perciò vieni a trovarmi, mia unica e cara
Sono giù a terra, davvero agli sgoccioli
Ah, lei è qui che arriva, che oscura il sole
Il sangue le scorre all’interno delle gambe
La luna in cielo è tumefatta e straziata
Le campane della cappella rintoccavano e rintoccavano

Tutte le cose vanno verso la propria fine
Sapevo già prima di incontrarla che l’avrei persa
Le campane della cappella rintoccavano e rintoccavano
Mi ami? Mi ami?
Come io amo te?

Nick Cave, Do you love me?

Ph Laura Makabresku

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Non andare via

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Non andare via

puoi dimenticare tutto quello che se n’è andato già

tutti i malintesi e tutti i perché

Non andare via

per te inventerò le parole pazze che tu capirai

Non andare via

io non parlo più io non piango più

Mi nasconderò

sarò solo l’ombra della tua ombra

l’ombra della tua mano

l’ombra del tuo cane

Non andare via

non andare via

non andare via…

Jacque Breil

 

Io sono il sempre il mai sono la X

Io vedo moltitudini nel tuo ventre deserto
Io vedo denudarsi fidanzati perduti
Alla tua voce lieve ogni notte di più
Tiepidi odori sopra marciapiedi di sogno
Nel mio letto d’asfalto dentro questa città
Sopra di me lo scorrere di ragazze e di spugne
Che trasudano il succo di questa folle età
Io vivo altrove dentro la dimensione X
E osservo il mondo da una feritoia
Io sono il sempre il mai sono la X
Della formula dell’amore e della noia
Io vedo tramvai blu su rotaie di pianto
Paraventi cinesi sotto il vento del nord
Oggetti senza oggetto e finestre d’artisti
Da cui escono il sole il genio e la morte
Aspetta vedo ancora una stella smarrita
Che ti viene a trovare e ti parla di me
La conosco da tempo vive alla porta accanto
Ma la sua luce è illusoria come te

Melancholia

ofelia3

Invidio i mari che lui attraversa –
invidio i raggi delle ruote
della carrozza che lo porta in giro –
invidio le curve colline
che osservano il suo viaggio.
Tutti possono vedere facilmente
quel che invece – ah, cielo –
a me è vietato assolutamente.

Invidio i nidi dei passeri
che punteggiano le sue lontane grondaie –
la mosca soddisfatta sul suo vetro –
e le foglie felici – felici –

che fuori dalla sua finestra
scherzano approvate dall’estate –
gli orecchini di Pizarro
non potrebbero acquistare ciò per me.

Invidio la luce che lo sveglia –
e le campane che gli annunciano con forti
rintocchi il mezzogiorno. Fossi io
per lui il mezzogiorno.

Emily Dickinson