Verso sera

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Un mio vecchio testo sempre attuale…

Sorseggio le parole dell’assenza
come un rum morbido d’annata,
si arrotolano in bocca, m’impastano la lingua,
e verso sera aspetto, aspetto sempre
che un piccolo miracolo mi cada
tra le quattro mura di casa
intrise di santità e di ardore.
Sistemo la morale nel primo cassetto del comò,
mi siedo e attendo l’epifania che mi spetta di diritto,
il tutto, il niente,
la parola e il tatto,
la falce della vita, della morte
che mi tagli le dita ad una ad una,
l’odore d’eterno nella carne
troppo spesso lasciata ad appassire
o data in pasto ai cani,
lo scuotimento dei cinque sensi inginocchiati
e anche del sesto e poi di mille in più ancora,
ancora, ancora…

Lunabionda (A.)

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Autoritratto

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Evaporato in una nuvola rossa
in una delle molte feritoie della notte
con un bisogno d’attenzione e d’amore
troppo, “Se mi vuoi bene piangi ”
per essere corrisposti,
valeva la pena divertirvi le serate estive
con un semplicissimo “Mi ricordo”:
per osservarvi affittare un chilo d’erba
ai contadini in pensione e alle loro donne
e regalare a piene mani oceani
ed altre ed altre onde ai marinai in servizio,
fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
senza rimpiangere la mia credulità:
perché già dalla prima trincea
ero più curioso di voi,
ero molto più curioso di voi.

E poi sospeso tra i vostri “Come stai”
meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci,
tipo “Come ti senti amico, amico fragile,
se vuoi potrò occuparmi un’ora al mese di te”
“Lo sa che io ho perduto due figli”
“Signora lei è una donna piuttosto distratta.”
E ancora ucciso dalla vostra cortesia
nell’ora in cui un mio sogno
ballerina di seconda fila,
agitava per chissà quale avvenire
il suo presente di seni enormi
e il suo cesareo fresco,
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo incominciare una chitarra.

 

Ahi, mi amor

Lo negherò sempre, perfino con Dio

che a volte il pensiero vagando di suo
ritorna a cercarti, esulta al ricordo.
Poi torna a sfinirmi cattivo e testardo.

Ahi, mi amor non capirò mai niente
Ahi, mi amor con questo dubbio resterò
tutta la vita non saprò
se mi hai amato oppure no.
E insinua il cuore: non era amore.

Grido

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Un ringraziamento a tutte le persone che mi leggono e mi seguono  in questo luogo dove si depongono le parole e l’anima senza pudori. Grazie per la vostra attenzione e sensibilità, significano molto per me. 

Lunabionda (A.)

Non avere un Dio
non avere una tomba
non avere nulla di fermo
ma solo cose vive che sfuggono –
essere senza ieri
essere senza domani
ed acciecarsi nel nulla –
– aiuto –
per la miseria
che non ha fine –

Antonia Pozzi

Ph Laura Makabresku

Ti cambia il sapore

Ti cambia il sapore, sai

si, è più amaro anche il tuo.

E cambia quello che sei

qui non ne ho bisogno ormai.

Credo alla storia di Dio

perché il mostro non sono io.

Credo in una via

alla quale

non abbiam pensato già.

E’ tutto più chiaro, sai

se non puoi decidere

hai solo una regola

devi solo vivere.

Ho visto la crepa in me

la vita che gocciola è mia.

Ci sarà una via,

una via

una scimmia

oppure Dio.

 

Per eccesso d’ambizione

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La fiaba degli amanti
cui un maleficio tolse
d’incontrarsi
(donna di notte lei
e con la luce falco
lui con la luce uomo
e nottetempo lupo)
ci piacque tanto che per un bel pezzo
ci siamo firmati Knightwolf e Ladyhawke
finché capimmo
l’inutilità della speranza di ritrovarci insieme
nell’umano
il nostro più ambizioso traguardo
essendo di confondere
il pelo con le piume.

Michele Mari

Ph Laura Makabresku

Solo sangue

Sai, quando tornerai io sarò già via

Senza un’idea

Vendendo roba tua

Riciclandomi

Restando vivo

C’è solo sangue

Solo sangue dentro me

C’è solo sangue

Quando sai che sei fedele

A quello in cui non credi più

C’è solo sangue

Solo sangue dentro me

Solo sangue e non magia

Solo sangue e non va via

Vieni alla finestra, mia piccola cara

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Vieni alla finestra, mia piccola cara
mi piacerebbe poter leggere il palmo della tua mano
pensavo di essere una specie di zingaro
prima di lasciare che tu mi portassi a casa.

E ora addio, Marianne, è tempo che ricominciamo
a ridere e piangere e piangere
e ridere su tutto questo ancora.

Tu sai che io amo vivere con te
ma mi fai dimenticare così tanto,
dimentico di pregare per gli angeli
e poi gli angeli si dimenticano di pregare per noi.

Ci incontrammo quando eravamo abbastanza giovani
immersi nel parco verde di lillà
ti aggrappavi a me come fossi un crocifisso
mentre andavamo a carponi nel buio.

Le tue lettere mi dicono che sei accanto a me ora,
quindi perchè mi sento solo?
Sono in piedi su un cornicione e la tua fine tela di ragno
assicura la mia caviglia a una pietra.

Per ora ho bisogno del tuo amore nascosto
sono freddo come una nuova lametta
te ne sei andata quando ti ho detto che ero curioso,
non ho mai detto di essere coraggioso.

Addio, Marianne, è tempo che ricominciamo
a ridere e piangere e piangere
e ridere su tutto questo ancora.

Leonard Cohen

Ph Laura Makabresku