Essenza

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Di qualsiasi cosa siano fatte le nostre anime, la mia e la sua sono la medesima cosa.

Emily Bronte, Cime Tempestose

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Come le rocce

blonde

I miei grandi dolori, in questo mondo, sono stati i dolori di Heathcliff, io li ho tutti indovinati e sentiti fin dal principio. Il mio gran pensiero, nella vita, è lui.
Il mio amore per Heathcliff assomiglia alle rocce nascoste e immutabili; dà poca gioia apparente ma è necessario. Nelly, io sono Heathcliff!
Egli è stato sempre, sempre nel mio spirito: non come un piacere, allo stesso modo ch’io non sono sempre un piacere per me stessa, ma come il mio stesso essere.

Emily Bronte, Cime tempestose

C’è qualcosa dentro di me

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C’è qualcosa dentro di me
Che è sbagliato
E non ha limiti
E c’è qualcosa dentro di te
Che è sbagliato
E ci rende simili
Nel tuo letto la novità
E’ fare a pezzi l’anima
Ma la violenza della stabilità
E’ un modo di morire a metà
E un bacio sporco sa
Spogliarmi il cuore dai demoni
E c’è qualcosa dentro di noi
Che è sbagliato ma ci rende simili

Ph Laura Makabresku

Notturno

Io ti faccio del male

anche se ti amo,

ci sono troppi spigoli nei miei giorni,

e così ferisco i tuoi riposi, i tuoi sonni con parole insistenti,

col bisogno che torni,

io ti faccio del male perché sono feroce,

e ho l’energia artificiale dei vinti,

tu hai perduto la pace

trovando la mia voce in questi mesi meravigliosi e finti,

io ti faccio del male

perchè non riesco a star fermo e ho una bottiglia piatta sempre in tasca,

tu guardi lontano, tu hai lo sguardo più aperto

anche se sai soffrire con me quanto basta,

io ti faccio del male

proprio perché ti amo

Gocce

gioco

Quasi un anno…

avrei una storia incantevole da raccontare;
e un patto di sangue
che sangue in corpo non mi ha più lasciato.

Solo qualche goccia
d’alcol dentro i calici infranti
alla tua festa.

Sylvia Pallaracci

Nuda

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Non mi ero mai sentita così. Sull’uscio del Nulla…

Ero riuscita a tramutare per una volta il desiderio nella realtà. La realtà di un Uomo. E di un cielo dove non avevo mai posato gli occhi, se non immaginandolo.
Lui mi ha riempita d’amore; io mordevo, strappavo, ingoiavo… affamata e ingorda.
E lui rideva, perché crescevo tra le sue braccia, mi abbellivo, germogliavo e mi stupivo dei miei frutti.
Una sera, mentre aspettavo quelle sue dita dietro il collo, mi voltai per porgergli uno dei miei baci immortali.
Lui aveva occhi spenti, il viso di cera e labbra avvizzite di chi non avrebbe più avuto parole da dire…
Se non quella, l’ultima:
Addio…”

 

Sylvia Pallaracci