Broken

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Una parola rotta

un turbine di vento

e si scolora il cielo,

fuggono via farfalle da un finto mattino.

Sapor di carne di saliva in bocca

e un suono stridulo

– è l’eco del tuo canto.

Lunabionda (A.)

Ph Laura Makabresku

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Come cera

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Giochi ogni giorno con le tue maschere di cera,

la verità è una coperta troppo corta

che lascia i piedi freddi

e l’anima nuda.

Ti perdi e ti disperdi dentro il tuo pozzo buio,

mi accendi ceri come a una dea mortale

poi nella livida alba li rinneghi.

Lontano da qui, lontano da me,

stanza chiusa a chiave per l’amore

ma sempre aperta a tutti gli uragani,

danza di sogni morti per il mio sogno vivo,

fuoco che non scalda

se non ti bruci le dita ad una ad una

su quell’altare,

come cera.

Lunabionda (A.)

Ph Laura Makabresku

Vieni qui Vattene via

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Ora l’ho capito
che non eri la donna giusta
mi son sbagliato, me dannato, imbranato
mi hai stregato con le tue chiome bionde
le tette tonde, le cosce come fionde,
gli occhi come sonde nell’abisso che sei tu
mi hai straziato e disperato
e se non canto una canzone
è la mia maledizione

Via via vattene via
via via vattene via
lontano da qui via via
lontano dal mondo via via
esci dal mio profondo
ti staccherò dal mio cuore lacerato
ti strapperò dal mio cervello annebbiato
ti getterò via, vattene via lontano da qui

Ora non lo so più
e non lo capisco
se eri il mio tipo giusto
non mi sono sbagliato
me dannato, imbranato

Torna qui, vieni qui
resta qui, non te ne andare, amore
non mi lasciare
ti ricucirò sul mio cuore sbadato
ti poserò sul mio respiro alato
ti incollerò sul mio petto malato
vieni qui, torna qui, resta qui
non te ne andare, amore, non mi lasciare
io ti amo, amore mio fallimentare

Pier Vittorio Tondelli – Frankie Magellano, Amore mio fallimentare

Amore assurdo

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Assurdo cosa accadde

Quando ti vidi per la prima volta

Portavo un cuore entrando nella stanza

Ma uscendo non lo avevo più:

Amore, come vetro

Lo infranse al primo colpo.

Era una notte golosa di musa

Una candela devo avere accesa

Nell’illusione di rimaterializzare il nostro disordine speciale

Di abbigliamenti sbagliati, casuali

Odori eterosessuali

E una vasca da bagno

E noi, immersi nel vino rosso, brindare…

Assurdo cosa accadde

Una volta uscito da quella stanza

Trasformazione radicale

Di tutto il mio universo

Il cuore in pezzi separati

Nel petto conservati

Come i frammenti degli specchi

Su cui rifletto mille volti

Che posso scegliere, desiderare, idolatrare, venerare, provar piacere carnale

Ma dopo un tale amore…

Non possono più amare.

Morgan

https://www.youtube.com/watch?v=gM2mgWpS8u4

Finchè ne rimane

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Non avresti dovuto…

andare dove nessuno può entrare

non avresti dovuto…

scherzare col fuoco

che poi brucia e divora

non avresti voluto…

il senso del cibo che ti si strozza in gola

non avresti voluto…

scoprire che è sempre meglio strapparsi il cuore.

Finchè ne rimane… finchè ti rimane.

A.

 

 

Spostando pietre

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Riconosco
l’amore dal dolore
in tutto il corpo.

Come un immenso campo aperto
alle bufere. 

Come se mi avessero scavato
dentro fino al midollo.

Riconosco
l’amore dal pianto delle vene
in tutto il corpo.

 Riconosco
l’amore dallo strappo
delle più fedeli corde
vocali: ruggine, crudo sale
nella strettoia della gola.

Marina Cvetaeva

Posso scrivere i versi più tristi stanotte

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Dedicata

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

Scrivere, per esempio “La notte è stellata,
e tremano, azzurri, gli astri in lontananza”.
E il vento della notte gira nel cielo e canta.

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Io l’ho amata e a volte anche lei mi amava.
In notti come questa l’ho tenuta tra le braccia.
L’ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.
Lei mi ha amato e a volte anch’io l’amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Pensare che non l’ho più. Sentire che l’ho persa.
Sentire la notte immensa, ancor più immensa senza di lei.
E il verso scende sull’anima come la rugiada sul prato.

Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla.
La notte è stellata e lei non è con me.
Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta.
Lontano.

E’ così breve l’amore e così lungo l’oblio.
E siccome in notti come questa l’ho tenuta tra le braccia,
la mia anima non si rassegna d’averla persa.
Benché questo sia l’ultimo dolore che lei mi causa,
e questi gli ultimi versi che io le scrivo.

Neruda

Fuggi Romeo, il tempo è tiranno

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Si è già detto tanto
E non possono audaci parole nutrire illusioni
E l’inverno che bussa alla porta
L’ospite reduce da un lungo viaggio
Sguardi famelici implorano un piccolo assaggio di vita altrui
Prima dell’alba potrebbero sorprenderci
Rapiti da un sogno dove nitide acque divorano i nostri passi
sulle rive di Morfeo

Fuggi Romeo, il tempo è tiranno
Non è d’usignolo ma di allodola il canto
Sguardi voraci si avventano
Sul fiero pasto senza decenza
Prima dell’alba potrebbero sorprenderci
Rapiti da un sogno dove nitide acque divorano i nostri passi
sulle rive di Morfeo

Carmen Consoli

https://www.youtube.com/watch?v=EtDsJBHDbAc