Mattino

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Quante volte, amore, t’amai senza vederti e forse senza ricordo,
senza riconoscere il tuo sguardo, senza guardarti,
in opposte regioni, in un bruciante mezzogiorno:
eri solo l’aroma dei cereali che amo.

Forse ti vidi, ti supposi passando che sollevavi una coppa
ad Angol, alla luce della luna di giugno,
o eri tu la cintura di quella chitarra
che toccai nelle tenebre e risuonò come il mare smisurato.

T’amai senza che io lo sapessi, e cercai la tua memoria.
Nelle case vuote entrai con lanterna a rubare il tuo ritratto.
Ma io sapevo già com’eri.

Neruda

 

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