Liturgia

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La sua pelle
scolpiva
tutti i suoni della mia voce roca,

le sue mani brucianti
mi cantavano dentro
la liturgia dell’infinito.

 Lunabionda (io)

Questione di pelle

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Mio amore,

Ripiegate le labbra

E tornati al colore di prima,

Guardo fuori ed è l’alba.

Mio amore,

Il tuo cuore è un mare calmo

E non basta una sola notte per attraversarlo,

Sono pronta per riaverti ancorato al mio respiro,

Mentre il sole svanisce

E l’ombra disegna il tuo profilo.

Ho visto solo stelle buone sulla tua pelle,

Se tornerai domani saprò darti quelle perse,

E lascerò che tutto sia sospeso

Fino a quando non ci rivedremo.

Cristina Donà

Quando provai a voltarmi

Bastò un attimo di distrazione

per scoprirmi delicatezza nuda

ai piedi del tuo sguardo,

ma quando provai a voltarmi

ormai

c’era solo calore che colava,

vertigine che capovolge il cielo in terra,

e mi piantasti in grembo

l’Assoluto.

Lunabionda (io)

Controvoglia

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Ciò che ero solito amare non amo più;
mento: lo amo, ma meno;
ecco, ho mentito di nuovo: lo amo, ma con più vergogna, con più tristezza;
finalmente ho detto la verità.
E’ proprio così: amo ma ciò che amerei non amare, ciò che vorrei odiare;
amo tuttavia, ma controvoglia, nella costrizione, nel pianto, nella sofferenza.

Francesco Petrarca