La pelle dell’anima

Risplendi nell’amaro

di tutte le mattine

ti bevo nel caffè

e qui ti stringo oltre la carne e le parole,

mentre infranta da venditori di polvere

riscrivo la pelle dell’anima

punto e a capo

perché tu la legga,

tu, solo tu

che non rompi la delicatezza mia

ascolti tutti i suoni dei silenzi

e non temi di sporcarti

ficcando nel fuoco e nel candore

intere

le tue mani.

Lunabionda (A.)

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Tra le dita

Mi bruciano le mani

di troppa tenerezza che

mi smuove

il nervo scoperto

nel pensarti.

L’anima è gialla e nuda,

falce di luna impigliata

tra le dita flessuose

del tuo canto.

Lunabionda (A.)

 

Volevo tutte le sbandate

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Volevo tutte le sbandate
essere viva fino allo scortico
essere tavolo pietra bestiale
essere
bucare la vita coi morsi
infilare le mani in suo pulsare di vita
scavare la vita scrostarla sfondarla spericolarla
battermi con lei fino ai suoi sigilli.

Per amore- per amore- tutto per amore.

Mariangela Gualtieri

Senza pudore

Prima mi dici che ti sei bagnata tutta
sfogliando un libro
di foto intitolato viaggio
nelle città dei morti Umbria e Toscana
ti ha messo in testa un tarlo erotico
di quelli che non riesci più a pensare
ad altro e me lo dici con quegli occhi
che significano una cosa sola:
prendiamo il primo treno e andiamo a farlo.
Mi era sembrata un’idea decente
la tua fantasia di cambiare stile
e venire a scopare nella necropoli…

Dario Villa

Come una bambola

E mi piacerebbe che tu, Bebé, fossi una bambola, e io farei come un bambino, ti spoglierei, e il foglio finisce qui e pare impossibile che tutto questo sia stato scritto da un essere umano, invece l’ho scritto io.

F. Pessoa