Tra le spighe di grano

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Io e te nudi
in un giallo quadro di Van Gogh
tra le spighe di grano.
Rovesciare l’impotenza dell’amore
in fiumi di parole.

Anna Rossetti

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Prima che cantasse il gallo

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Danzavano le mani

in un inverno ardente

quando la carne ci bruciava tutto –

gli occhi, la bocca, l’anima e le ossa –

il sole dentro, l’eterno in grembo,

e solo noi in un nuovo Eden

mille volte acceso spento e maledetto,

prima che cantasse il gallo

e te ne andassi via,

nudo di onore e di grazia,

con la mia vita in tasca

l’odore in testa

e la tua anima persa.

Lunabionda (A.)

Con disincanto

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E’ illuminante capire ancora una volta che chi se ne fregava di noi

continua serenamente a fregarsene, a voltare la testa dall’altra parte perché nessuno vuole i problemi degli altri. E continuerà a fottersene altamente e serenamente sempre, fino alla fine dei giorni.

Le persone non cambiano mai: chi ha dimostrato di essere senz’anima e senza onore, non acquisterà mai nè l’una nè l’altro.

Chi ci ama ci resta sempre vicino in qualche modo, mentre gli altri… sono solo ornamento.

Ma infine, dopotutto, “e chi se ne frega”, come avrebbe detto Elisa. Mia madre.

A.

Per tutto il tempo che…

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A colui che sempre manca.

“Per tutto il tempo che ci è sempre stato negato
che per averlo abbiamo spesso rapinato
per le mie dita nella tua bocca, per la tua saliva
per le tue mani
per il mio tempo che nei tuoi occhi è imprigionato
per l’innocenza che cade sempre e solo a lato
per i sussurri mischiati con le nostre grida
ed i silenzi.”

Subsonica

Oggi il male di vivere ho incontrato

Mia adorata Elisa,

perdonami se non sono forte come avresti voluto, come vorresti.

Perdonami se ti ho deluso, se ti deludo.

Perdonami se non sono forte come te, ma io non sono te… non lo sono mai stata.

Ho troppo dolore compresso nel cuore e il sorriso stampato sul volto quando saluto la “gente”, ma dentro la vita mi si spezza dentro.

La vita che non vivo, la vita che non voglio, la vita che non sono,

la vita che non m’ama,

le persone che ho amato, che amo invano e che non m’amano.

Mi frantuma il male di vivere,

mi ammazza il veleno della vita e della (dis)umanità.

Io non sono fatta per la vita, in me tutto è incendio e solitudine.

E la solitudine non ha lingua.

A.