A mia madre

Mia amatissima Elisa,

l’unica cosa che adesso mi consola è il pensiero che finalmente sei lontana da ogni dolore e malattia.

Ma la morte tormenta chi rimane, e non chi va.

Per quanto io cerchi di sforzarmi di pensare che la vita continua,

una parte di me è rimasta con te,

si è spezzata durante la schifosa malattia che ti ha portato via da me presto,

troppo presto…

avevo ancora tante cose da dirti, da fare, da costruire.

La parte migliore di me

è morta insieme a te, sta su quella bara coperta di rose gialle.

Le tue preferite.

Insegnami se puoi

che senso può più avere la mia vita scombinata senza te.

La solitudine è amara, troppo amara per una come me,

ed io non posso sopportarla senza il tuo amore.

Vorrei morire perché sono stanca di tutto,

perdonami se non sono forte come te, se non sono capace di essere la donna guerriera che sei sempre stata tu.

Non dovevi lasciarmi adesso, non così, non adesso.

Non adesso.

Sono fragile e tu lo sapevi…

E adesso vorrei essere con te,

sommersa da rose gialle.

A.

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