Orgoglio

“Avevo veramente mai amato Big, o era solo dipendenza da dolore?

Lo squisito dolore di desiderare qualcuno inaccessibile.”

Sex and the City

Risposta: Si, avevo veramente amato il mio Mister Big, così chiamato tra me  e me perché nessuno poteva paragonarsi  a lui e reggeva il suo confronto, nessuno sembrava mai essere abbastanza “Big” per me.

Ma col tempo vado sempre più comprendendo che amavo solo un ricordo, e che quell’amore infuocato, quella passione travolgente si è trasformato infine solo in una sfida del mio orgoglio di donna. In un puntiglio, in una voglia di rivincita, di conquista, di averla vinta io, di realizzare un desiderio che mi è stato sempre ostinatamente negato.

Volevo che la mia ben nota ostinazione fosse più forte della sua, volevo vederlo ai miei piedi perché è stato l’unico uomo che mi abbia lasciata, l’unica storia “incompiuta” che non avevo potuto vivere pienamente come desideravo con tutta me stessa.

Ma in fondo, se mai lui tornasse da me, mi importerebbe ancora davvero di averlo, oggi?

Non credo.

A.

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Altrove

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Avrei amato il mondo

se non fossi stata

costretta a viverlo

ma amo solo un uomo

e muoio

per quella vita altrove.

Sylvia Pallaracci

In fondo

 

La vita va avanti se lasciamo che le cose, semplicemente, accadano.

Può sorprenderci ancora una volta, con un raggio di sole in mezzo alla nebbia.

E io voglio farmi sorprendere.

In fondo, me lo merito.

In fondo, non è vero che esistono solo dolore e cinismo.

In fondo, bisogna abituarsi all’arte della perdita.

Eppure la tristezza della perdita per chi mi era caro, così caro quanto la mia vita, intona sempre la sua canzone dolorosa in fondo all’anima.

A.

Del tradimento

Nell’Inferno di Dante i traditori, degli amici, dei benefattori, degli ospiti, degli amanti, sono condannati a essere conficcati nel ghiaccio per l’eternità.

Senza potersi muovere, né quasi respirare, perché il contrario del calore dell’amore e della carità è il gelo.

Perché la peggiore e più bassa azione che si possa fare verso un essere umano è tradirlo, tradire la fiducia di chi con purezza di sentimenti e di speranza si fidava di noi.

Il traditore non sopporta lo sguardo pieno di lacrime e sangue di chi ha tradito: per questo non sa fare altro che scappare, perché quegli occhi, quello sguardo, non pieno di odio ma di tristezza e dolore, lo inceneriscono dentro, ricordandogli la sua infinita miseria.

Il tradimento uccide la parte migliore di chi lo subisce: il centro dell’anima.

Si dice che ciò che non ci uccide ci fortifica, ma siamo sicuri che sia davvero così?

Il dolore può ferire a morte come un coltello invisibile, e se la ferita è di quelle incurabili, non si vive più, si sopravvive.

E il Giuda che ha tradito e ingannato chi lo amava e si fidava di lui, può solo abbassare lo sguardo e impiccarsi all’albero maestro, la fine dei vigliacchi.

Ma anche se non lo fa, è già morto dentro, e continua a portare in giro solo l’involucro di se stesso. Perché il tradimento uccide l’anima di tutti, traditi e traditori.

E allora scappa, continua  a scappare, e abbassa lo sguardo e rimani a testa bassa se mi incontri, bugiardo! Perché i miei occhi potrebbero incenerirti quello straccetto d’anima che ti è rimasto, in un istante.

A.

Un mal sueno

Che mi sta succedendo?
Mi pesa l’aria
il vuoto dentro che hai lasciato
lentamente va bruciando.
E’ stato tutto vano, tutto falso,
questo è un brutto sogno
questo è un inganno
che tu chiami amore
ma l’amore è bianco e tu me lo hai macchiato
è un bambino ingenuo che tu hai maltrattato
è libero e fiducioso e ora vive in prigione
l’amore è tutto
e tu l’hai ridotto in niente.
Io non sento pena e non ho risate
vado per la strada come programmato
la mia anima è fredda, sono disorientato
quel sentimento che ci consumava
lo hai contaminato.
L’amore è tutto e tu l’hai reso niente
ormai non è niente, niente, niente,
meno della metà di ciò che provavo un tempo.
Amore senza chiave
senza fiori
amore trasformato in lama.
Tirso Duarte, Un mal sueno

Sentire

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L’amavo.

Di un amore che non ha perché né come, ma non è questo che si dice sempre dell’amore?

Se provi a spiegarlo perde di senso, se trovi dei motivi con la ragione non è amore.

Sul mio amore ci passò sopra coi piedi come sopra uno zerbino.

“Non startene al vento” mi disse quando mi vide intirizzita dal freddo, lasciata ad appassire.

E così, dopo un tempo interminabile di pena inconsolabile e di autocrocifissione, ho ricominciato a vivere, a fare l’amore, e a mangiare.

Col gusto di assaporare di nuovo ogni odore  e ogni sapore.

Ho capito che quell’amore era pura follia, miraggio, illusione.

Ho deciso che nessuno mai avrà più questo potere su di me, il potere di ridurmi ad una miserabile tela sanguinante e grondante disperazione.

E che piuttosto sbatterò la testa contro il muro una sola volta, ma ce la sbatterò io con le mie mani, non me la farò fare poltiglia poco a poco, come in uno stillicidio, dalla mano di un altro.

Ogni tanto ci ripenso, a quell’illusione, perché si può superare ma mai dimenticare.

Lui ha potuto dimenticare, rinnegare, sputare sopra tanta bellezza, ma io no.

Perché io non dimentico quello che vidi oltre il lago d’ambra dei suoi occhi.

Era la carne e l’eterno, era tutto e niente, era qualcosa che spiegare  a parole non si può, ma si può solo SENTIRE.

E poiché io vivo e mi nutro di sentire, con la consapevolezza che lui non poteva percepire quella intensità, perchè non sa amare, ad occhi chiusi a volte SENTO e VEDO tutto.

Sapendo che quella cosa esiste nella vita, ma che non era lui l’Amore, e che un giorno non lontano si ripeterà quella incredibile bellezza.

 Con un altro.

A.