Quando

 

Dedicata al mio prossimo Amore.

A.

Quando squarcerai

con un gesto

il velo della notte

scardinando le porte

del mio inferno chiuso a chiave

quando il tuo sangue 

si verserà nella mia anima

come un’onda selvaggia

e la mia anima ti  precipiterà

nella carne

in caduta infinita

smetterò di cercare nel buio.

Lunabionda

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Tu chiamale, se vuoi, emozioni

Ma… la tensione

che sento verso il tuo respiro

mi distoglie dal pensiero

di tutto ciò che è andato perso.

E sento

il tuo calore forte

negli angoli bui delle mie stanze gelate.

Mi fermo di fronte al tuo viso

tu che dormi disteso e non sai

di poteri affidare di poterti fidare

di me.

Puoi fidarti di me.

Nathalie

http://www.youtube.com/watch?v=bMdN6RXlSwo

Un tarlo erotico

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Prima mi dici che devi andar via

è troppo tardi e la carne consuma,

ma poi mi guardi, ti fermi ancora

mi dici “Tu mi turbi, tesoro”

e finisci di s-finirmi.

T’ha stravolto il cervello

il mio essere graziosamente puttana

e quel tarlo erotico

che t’ho messo in testa

mentre mi stringevi le spalle

e ti dicevo all’orecchio “Stasera avrei voglia di…”

” Dimmelo. Adesso, continua…”

A.

 Prima mi dici che ti sei bagnata
tutta sfogliando un libro
di foto intitolato viaggio
nelle città dei morti Umbria e Toscana
ti ha messo in testa un tarlo erotico…
di quelli che non riesci più a pensare
ad altro e me lo dici con quegli occhi
che significano una cosa sola:
prendiamo il primo treno e andiamo a farlo
mi era sembrata un’idea decente
la tua fantasia di cambiare stile
e venire a scopare nella necropoli…

Dario Villa

Escandalo

Per il fiore mal nato, per l’amore perduto. In ricordo della mia dolceamara spina.

A.

Perché il tuo amore è la mia spina

ai quattro angoli della strada

parlano di noi

dicono che è uno scandalo.

Ma tu non fare caso alla gente

segui la corrente e amami di più,

che se questo è scandaloso

è più vergognoso non saper amare.

Se potessi un giorno

salire fino alle stelle

ti porterei con me,

dove nessuno possa vederci.

Hector Lavoe, Escandalo

http://www.youtube.com/watch?v=y9JkK1IAh8M

Avec passion

 

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Vieni, entra e coglimi,
comprimimi discioglimi tormentami…
infiammami programmami rinnovami.
Accelera… rallenta… disorientami.

Cuocimi bollimi addentami… covami.
Poi fondimi e confondimi… spaventami…
nuocimi, perdimi e trovami, giovami.
Scovami… ardimi bruciami arroventami.

Stringimi e allentami, calami e aumentami.
Domami, sgominami poi sgomentami…
dissociami divorami… comprovami.

Legami annegami e infine annientami.
Addormentami e ancora entra… riprovami.
Incoronami. Eternami. Inargentami.

Patrizia Valduga

Animalità

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L’amore: l’ossessione che tutte le donne cercano.

Che lucida follia.

La verità è che se prima eri intero, l’amore ti spacca in due.

Non sono più fatta per amare né per sognare, “io non ho più illusioni, le ho perse tutte peregrinando”.

Ho imparato che è preferibile un momento di animalità allo stillicidio dei sentimenti.

L’animalità, nella sua semplicità primitiva, è nuda e cruda. E’ pura, se la vivi con purezza ed abbandono. E’ emozione violenta, se chi hai scelto di far entrare nel tuo letto, tra schiere di omuncoli che sbavavano dietro la tua porta per uno straccetto di pelle, sa farti vibrare e perfino sentire unica e speciale, a dispetto dei tuoi pregiudizi da donna romantica.

La carne non è oscena, osceno è il dolore. Niente trucchi, niente inganni.

Solo emozione.

A.

Dolcezza

Non vorrei altro che andarmene, venire a Parigi, sentire come mi prendi le mani,

sentire come mi copri di fiori, e poi non sapere null’altro, né da dove vieni, né dove vai.

Per me tu vieni dall’India, da una terra lontana e scura, sei il deserto e il mare, sei il segreto.

Ingeborg Bachmann a Paul Celan

Il fuoco

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Dopo un incendio, restano solo cenere, ustioni e alberi rinsecchiti, oppure fiamme che continuano a covare sotto la cenere.

Io, la cenere ardente che è rimasta dopo.

Lui, il fuoco fatuo che si alimenta solo di se stesso.

Non so che farmene dei fuocherelli e delle fiammelle che ardono a stento: io voglio il Fuoco. Voglio l’incendio e la tempesta, l’uragano che sbaraglia tutto, il disastro dell’anima e dei sensi.

Perché Fuoco sono.

Il resto non è degno di me.

Lo spengo con la mano, e non mi brucio.

A.

Se non sai dire

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Mi vedrai

defilata e selvaggia

finché non ti deciderai

a non passare tutti i tuoi slanci

al setaccio dell’intelletto.

Se ti divaricassi

come so fare io

forse partoriresti

parole meno stentate.

Sylvia Pallaracci

“Ma tu, non sei in grado…”

A.