Un anno fa

Un anno fa, precisamente un anno fa, lasciai la sicurezza di un uomo che mi amava e si disperava per gettarmi tra le braccia di quello che amavo.

Andai a cercarlo perché nonostante ci fossimo lasciati da molti mesi, io senza di lui non riuscivo a respirare. Lui era come un’eco di sirene nelle orecchie, un tarlo ficcato nella testa, un fuoco mai spento, un vento di nostalgia che soffiava sempre più forte.

Rinunciai a tutto, anche  a me stessa, per gettarmi nel fuoco: è rimasta solo cenere.

A volte, molte volte, vorrei essere ancora quella ragazza solare e romantica che amava raccogliere gli iris nei sentieri di campagna, in primavera, facendo sorridere quello che mi amava. Prima di scegliere la fiamma oscura che irretisce, incendia e poi distrugge tutto.

Ma non si può tornare indietro…

A.

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Esplicitamente

Nel luglio altero, lui tenero audace,

sensualmente a me lanciava da là:

prima di sera io ti scopo. Ah.

Fra traffica di sguardi dove pace,

dove l’incompenetrabilità…
dove il tempo in quest’ombra…

Umidore, pare bacio di calore
su ammucchiarsi d’umano, alto m’accappia.

          O inverni e lirici slanci (con metodo).
Mi sale… mi scende… io come granata
esplosa, contusa, to’, che si sappia.

Patrizia Valduga

E’ solo un tremito…

         

E’ solo un tremito

di pelle e nervi

che rivolta la Luna a rovescio

e strappa i muri

il tuo saliscendi

nel cerchio infinito

delle voglie

a sciogliere la carne

in preda ai rovi.

E mi lascio sfinire

sorridendo,

 il cielo

si spalanca

 tra le cosce.

Lunabionda

Professione di fede

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Mi piaci quando odori, mia,
e nell’aprirti, folgorato
 bacio quella luce cupa.
Cieco, guidami.
Non sai con quale piacere
ti godo, spudorata.
Illuminami con i tuoi umidi segnali
e con quel toccamento, ferocemente
sensibile,
il cui profondo battito
è già il respiro del mondo.
  Juan Gustavo Cobo Borda