Ed io amerò ancora la tua carogna

Ogni giorno rassomigli di più al cadavere che un giorno diventerai
eppure ti amo sempre.
Quando morirai ti giacerò accanto
e con te rimarrò fino alla morte, senza cibo nè bevanda.
Andrai in putrefazione fra le mie braccia
ed io amerò ancora la tua carogna…
perché se non si ama tutto non si ama nulla.

Jean-Paul Sartre

 

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Sono qui

I sogni che si fanno di notte dovrebbero essere veri; la vita sarebbe più semplice.

Eravamo insieme, tu ti sentivi male  e io non riuscivo a trovarti in mezzo a folla ed ospedali. Diventavo matta dal non riuscire a sapere dov’eri da solo e senza di me. Poi ti trovavo, non riuscivi quasi a parlare, ma io si, e la prima cosa che dicevo nonostante i litigi, gli odi et amo, i rancori reciproci, era: Vi, sono qui, sono qui… con l’urgenza che si prova  quando si ama qualcuno e si pensa di non farcela a dirglielo e dimostrarlo.

Tu dicevi: ti amo. Ed io: lo so. Anche io. Tutti i rancori svaniti, tutta la razionalità seppellita, e solo l’anima sapeva cantare. Tutto il senso vero della nostra vita era in quel “sono qui”.

Fine del sogno.

Che tu sia maledetto… Tu, la tua malattia, il tuo vile egoismo, e soprattutto il giorno in cui ti ho visto.

Lunabionda

 

Ogni giorno

Ogni giorno rassomigli di più al cadavere che un giorno diventerai
eppure ti amo sempre.
Andrai in putrefazione fra le mie braccia
ed io amerò ancora la tua carogna…
perché se non si ama tutto non si ama nulla.

Jean Paul Sartre

Moi, Anaïs

 

Detesto la mia stessa ipersensibilità, che esige tanta rassicurazione, ma nello stesso tempo mi rende così consapevole della sensibilità altrui. Il mio bisogno di essere amata e capita.

Anaïs  (Nin)

Chi mi rimane…

From “Cathy” with love

 

Senza fiato lasciami e poi

già che sei qui non te ne andare

prendimi quel poco che ho

lasciami i segni dell’amore

Io domani rinuncerò

a troppe cose mie di ieri

i pensieri miei quelli no

con me li porterò.

Lei è giusta, lei è per te

lei è la tua canzone

lei è una parte di te,

io un’emozione.

Non dimenticare però:

l’amore è come il vento

ti prende quello che può e in un momento

 

Aprile (il mese più crudele)

Aprile è il più crudele dei mesi, genera
Lillà dalla terra morta, confondendo
Memoria e desiderio, risvegliando
Le radici sopite con la pioggia della primavera.
L’inverno ci mantenne al caldo, ottuse 
Con immemore neve la terra, nutrì
Con secchi tuberi una vita misera.
Quali sono le radici che s’afferrano, quali i rami che crescono
Da queste macerie di pietra? Figlio dell’uomo,
Tu non puoi dire, né immaginare, perché conosci soltanto
Un cumulo d’immagini infrante, dove batte il sole,
E l’albero morto non dà riparo, nessun conforto lo stridere del grillo,
L’arida pietra nessun suono d’acque.

Thomas Eliot

La vita perduta

E’ sempre una storia infinita che si ripete nel tempo, come se il mondo non fosse mai nato nè ancora finito, come se il tempo fosse una fissità che nessuno potrebbe capire.

Ritornare a Wuthering Heights, il luogo del cuore, il luogo della mente, il luogo fisico dove soffia il vento dello scirocco e dove il mare canta. Casa, letto, dolore, morte, appartenenza.

Il mare canta, canta di lui, canta di Heathcliff, canta di una vita perduta e forse mai davvero vissuta, ma solo sognata, canta di  un dolore ancestrale che non finirà mai fino in fondo, canta della violenza che strappa le viscere, della passione che le brucia, canta di soave tenerezza indicibile, canta di una vita spezzata.

Canta di lui, Heathcliff, il pazzo, l’indimenticato, l’eccelso, l’impossibile, il sogno sepolto nelle profondità del cuore, l’amore tradito, la crudeltà dell’egoismo, la meraviglia che le stelle separa.

La vita. La morte. Il nido di tutti suoi sogni. E soprattutto, la casa perduta. Quella che lei vede sempre, ad occhi aperti, nell’abisso dell’anima, ma che non vorrebbe vedere. Cathy non vuole una vita… l’unica vita che voleva è quella da cui è stata cacciata.  La vita perduta.

Lunabionda

Quello che ho dentro

Io ho curato le tue ferite. Ti ho lavato,
conosco il tuo odore, so quando hai la febbre.
Forse che per questo non ti amo?
Ogni giorno rassomigli di più al cadavere che un giorno diventerai
eppure ti amo sempre.
Quando morirai ti giacerò accanto
e con te rimarrò fino alla morte, senza cibo nè bevanda.
Andrai in putrefazione fra le mie braccia
ed io amerò ancora la tua carogna…
perché se non si ama tutto non si ama nulla.

Jean-Paul Sartre