Sotto questo cielo

Sotto questo cielo nero e stellato penso a te, amore mio.

Ultima illusione, disincanto, eccesso di razionalità che ha ucciso il mio eccesso di passione.

Sotto questo tetto profondo di stelle di Calabria penso a te, chiudo un attimo gli occhi e risento il tuo sapore dritto nella mia bocca.

Sotto questo cielo immenso, che mi avvolge in assenza di tutti gli amori negati, tramortiti, uccisi, dimenticati, rinnegati, che mi avvolge in assenza di te. Tu che tra tutte sei la mia solitudine migliore.

Il vero amore non mi è concesso.

Lunabionda

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Eppure

Ogni giorno rassomigli di più al cadavere che un giorno diventerai, eppure ti amo sempre. (Sartre)

Ogni giorno ti scolori come un fantasma impalpabile avvolto nel tuo nero, eppure ti amo sempre.

Ogni giorno il pensiero si stacca dal ricordo come i fiori recisi marciscono su una corona di morti.

Eppure, ti amo. Sempre.

Lunabionda

Ph Laura Makabresku

Eri, ero, era

Lei era la meridiana che disegnava sul soffitto delle mie insonnie le pantomime del desiderio; lei, la tagliuola che mi mordeva il calcagno; il mare di foglie che il sole tramuta in brulichìo di marenghi; lei, la buca d’obice, l’in pace, le quattro mura di ventre dove nessuno mi cerca.

Gesualdo Bufalino

Il Vento

Sei sempre bello. O almeno, così io ti vedevo. Lo so perchè a volte ti guardo. Scarmigliato, e con una massa di capelli che non si addice ai tuoi anni. Pazzo come sempre, come io ti amavo-odiavo.
Con la stessa ambizione che divora, la smania di essere e di apparire qualcuno. Poco importa che tu fossi qualcuno, e tutto per me. Non si può fermare il Vento. Non darà mai quello che prende.

Lunabionda

Il tuo modo d’amare era… – La voce a te dovuta

 A M. La voce a te, e a me dovuta.

Il tuo modo d’amare
è lasciare che io ti ami.
Il sì con cui ti abbandoni
è il silenzio. I tuoi baci
sono offrirmi le labbra
perché io le baci.
Mai parole e abbracci
mi diranno che esistevi
e mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi,
mappe, telefoni, presagi;
tu, no.

E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze,
quella solitudine immensa
d’amarti solo io.

 

Pedro Salinas, La voce a te dovuta

S-partenza

Non avere nessun rimpianto nel lasciare per sempre una città non tua, traslocando tutto.

Ma solo il rimpianto di una giornata limpida, splendida di freddo e di sole, tra le strade di Bologna. The perfect day, la giornata di perfetta felicità.

Il senso di una pelle tra le dita, il fuoco che divora e che consuma tremendamente di passione e di dolcezza nel nero di uno sguardo, in una piccola stanza di una squallida periferia. Dove tutto era grigio, ma non lui, non l’abisso dei suoi occhi, non il calore del suo abbraccio, non il senso dell’eterno nella carne, dove tutto era grigio ma non noi.

E una scatola vuota di strani dolcetti esotici, un regalo, che non si riesce a buttare via. Ma che butterò. Proprio come un numero di telefono che ormai non serve più, come quello dei morti.
Che stupida razza, quella dei sentimentali.

“Come l’acqua fuggi via, come l’acqua scivoli, senza quasi traccia ormai, come una pioggia caduta su me. Eppure ho pianto di notte, stupidamente, per te. Come l’acqua scivoli via, passione ardente, profumo che va.”

E come salutano i poeti, che vivono solo di passioni e sentimenti, di sensazioni e nostalgie,  i poeti che non vogliono ricordare il disprezzo e la mediocrità, ma solo la propria intima passione, così ti saluto io. Mio ultimo sogno, mia onesta illusione, mio greco preferito, come amavo chiamarti.

αντίο, αγαπη μου, το τελευταίο μου όνειρο, η ειλικρινής μου ψευδαίσθηση.

Lunabionda

Le parole che avrei voluto sentire

Ti amo bambina,
di una febbre sensuale
che mi rugge nel sangue
quando dal primo bacio,
carezzevole sulla guancia fresca,
ti passo sulle labbra,
le serro nelle mie
e ti lambisco la lingua
umida di amore,
libidinosamente,
e scontro i denti forti
nitidi nei miei denti,
e tutti e due mordiamo,
suggiamo senza posa
e una mia mano timida
dalla tua gola fresca
ti scivola sul petto
e si contragge e stringe sopra un seno,
piccolo, cedevole,
molle di amore
come la tua bocca è bagnata.

Questo, bambina,
Non ti fa paura?

Cesare Pavese

Foglie (che solo il cuore vede)

Quanti se ne sono andati…
Quanti.
Che cosa resta.
Nemmeno
il soffio.
Nemmeno
il graffio di rancore o il morso
della presenza.
Tutti
se ne sono andati senza
lasciare traccia.
Come
non lascia traccia il vento
sul marmo dove passa.
Come
non lascia orma l’ombra
sul marciapiede.
Tutti
scomparsi in un polverio
confusi d’occhi.
Un brusio
di voci afone, quasi
di foglie controfiato
dietro i vetri.
Foglie
che solo il cuore vede
e cui la mente non crede.

 Giorgio Caproni

Non si spegne

Non si spegne l’amore, mi spengo io.
Tu sai bene che il sole non si spenge
anche se più non scalda i morti.
In quest’ombra che m’inghiottisce, non riesco
ormai a toccarti, né corpo né anima,
e neppure a cercarti. La tua voce
troppo lontana (come il vento sulle tombe
per chi giace là sotto) non può orientarmi.
Sono più forti l’altrove, il silenzio.

Margherita Guidacci