Letteratura, vita, me

Riflessioni di letteratura e vita, leggendo per la prima volta (ebbene si) Cime tempestose. Famosissimo romanzo capolavoro nella storia della letteratura mondiale, e a giusto titolo.
Niente affatto una melensa e romantica storia d’amore come si potrebbe pensare, ma un romanzo crudo, spietato, tenero e violento. Un tragedia cupa e quasi shakesperiana in forma di romanzo.
Un libro che tocca in maniera sconvolgente gli abissi del cuore e della psiche, mostrando il lato crudele e oscuro dell’amore.
Perchè quell’amore cieco, così passionale e profondo, fatto di appartenenza, tra la capricciosa testarda Catherine e il tenebroso orgoglioso Heathcliff, è crudele. Romantico, incredibilmente resistente al tempo, alle delusioni e alle coltellate che si infliggono a vicenda, ma crudele.
Lei lo descrive come un uomo feroce e spietato, eppure pur di averlo sempre accanto in qualunque modo, è disposta a calpestare la dignità di marito, famiglia, e di se stessa.
Lui, pur amandola follemente, non si fa scrupolo di colpirla al cuore, sia pure indirettamente, con i suoi piani egoistici di vendetta e di rivalsa.
Ma può l’amore essere crudele, essere tormento, essere così forte e cieco da resistere a spargimenti di sangue e di rancore? Ed è giusto che sia così?
Questo è l’interrogativo principale che ci si pone, leggendo.

Lunabionda

Non per me, il paradiso

“Se fossi in paradiso, sarei molto infelice.”

“Perchè non siete degna di andarci, signorina Catherine. Tutti i peccatori sarebbero infelici in paradiso.”

“No, non per questo. Una volta ho sognato di esserci…. ma il paradiso non sembrava adatto a me. Piangevo da spezzare il cuore perchè volevo tornare sulla terra, e alla fine gli angeli si arrabbiarono tanto che mi scaraventarono giù, in mezzo all’erica che cresce sopra Wuthering Heights, e là mi svegliai piangendo di gioia. Tanto basterà a rivelarti il mio segreto, e anche il resto.”

Emily

Ph Laura Makabresku

Spleen

Perchè ogni dolore che lo attraversi, è come se attraversasse anche lei.

 

“Non dovevi parlargli!” disse Catherine al signorino Linton in tono di rimprovero. “Lo hai fatto arrabbiare, hai rovinato tutto, e lui ora sarà frustato… e io non lo sopporto! Non riuscirò più a mangiare un boccone, adesso.”

Alla vista della tavola imbandita, il gruppetto ritrovò il buonumore. Io stavo dietro la sedia di Catherine, e mi rattristò vederla che con gli occhi asciutti, e l’aria indifferente, tagliava l’ala dell’oca che aveva davanti. Ma poi la vidi portarsi il boccone alle labbra, e rimetterlo di colpo nel piatto, mentre arrossiva e le lacrime le rigavano le guance. Per nascondere l’emozione, fece cadere a terra la forchetta e si tuffò in fretta sotto la tovaglia.
Allora non la giudicai più insensibile, perchè mi resi conto che quella giornata era per lei un supplizio: desiderava unicamente stare sola, o fare visita ad Heathcliff.”

Emily Bronte

Spectrum

Lo vidi salire in piedi sul letto e spalancare la finestra, scoppiando in singhiozzi irrefrenabili.

“Entra! Entra!” gridava. “Vieni, Cathy. Oh, vieni… ancora una volta. Oh! Mia amata, questa volta ascoltami… ascoltami, finalmente!”

Lo spettro, capriccioso come tutti gli spettri, rifiutò di mostrarsi, ma la neve e il vento s’introdussero turbinando nella stanza e raggiunsero anche me, spegnendo la candela.

Emily Bronte

Don’t give up

Non cedere
Hai ancora noi
Non cedere
Non abbiamo bisogno di niente
Non cedere
Perché da qualche parte c’è un posto a cui apparteniamo
Riposa la tua mente
Ti preoccupi troppo
Andrà tutto bene,
Quando i tempi si inaspriscono
Puoi ricorrere a noi
Non cedere
Perché io credo ci sia un posto,
Ci sia un luogo a cui apparteniamo

Chiaroscuro

Ooh, it gets dark! It gets lonely,
On the other side from you.
I find the lot
Falls through without you.
I’m coming back, love,
Cruel Heathcliff, my one dream,
My only master

Oh, si sta facendo buio, viene la solitudine
Dall’altra parte di te
Cado nel vuoto
senza di te.
Sto tornando, amore,
Heathcliff crudele, mio unico sogno,
mio solo padrone

Kate Bush

Scritto sul corpo

Lei si chiese come avrebbe potuto lasciarsi toccare, profanata da altri come una chiesa sconsacrata privata del suo signore, lasciando che sul suo corpo scorressero mani estranee, mani diverse dalle dita lunghe e sottili del “suo” Heatchliff.

E come avrebbe potuto scordare quella vertigine che cadeva nel sangue, capovolgendo il cielo in terra, scendendo dalla mente giù fino al cuore ed alle viscere, che bruciano ancora scandendo il suo nome; è scritto nell’anima, è scritto sul corpo.

Si rispose che forse, in qualunque fiamma carnale, per un attimo penserà di vederlo nella stanza, come un indecente fantasma che le sussurra all’orecchio parole selvagge di fuoco e di candore, per reclamare ciò che gli spetta di diritto, ciò che è “roba” sua.

Non sono di un altro le mani, la bocca, ogni lembo di pelle incastrato nella sua carne, ma sono quelli teneri e spigolosi di Heathcliff, il signore del fuoco e delle ombre.

Il Fuoco è il suo regno, e lei, regina senza più scettro nè reame, regge solo fiamme contorte tra le dita.

Lunabionda

Ph Laura Makabresku

 

Mai usciti vivi

Catherine tenne gli occhi fissi su di lui quasi temesse di vederlo svanire. Heathcliff non alzò spesso i suoi verso di lei ma il suo sguardo si faceva sempre più sicuro, illuminato dall’immenso e non dissimulato piacere che leggeva negli occhi di lei.
Catherine balzò in avanti, lui l’afferrò e furono avvinti in un abbraccio dal quale non sarebbero mai usciti vivi.

Emily Bronte